Sibaritide sotto acqua: Coldiretti lancia l’allarme, “centinaia di aziende distrutte, 300 milioni non bastano”
Il maltempo ha messo in ginocchio l’agricoltura nella Sibaritide e in vaste aree della Calabria: Coldiretti parla di “centinaia di aziende completamente distrutte” e chiede maggiore sostegno oltre il primo stanziamento di 300 milioni euro per la ricostruzione.

La furia delle piogge e l’allagamento dei terreni agricoli continuano a creare forti disagi in vaste aree della Calabria orientale, con la Sibaritide tra le zone più duramente colpite. La Coldiretti regionale ha lanciato un nuovo allarme sulla gravità della situazione. Il maltempo che ha recentemente investito la Calabria ha provocato danni significativi alle colture e alle infrastrutture rurali, aggravando una situazione già difficile per molti agricoltori. La regione ha richiesto lo stato di calamità per gestire l’emergenza, mentre le associazioni di categoria chiedono un piano strutturale per la gestione dell’acqua e dei rischi idrogeologici. Durante l’assemblea dell’organizzazione a Catanzaro, il presidente di Coldiretti Calabria, Franco Aceto, ha sottolineato che migliaia di ettari di terreni agricoli sono rimasti sott’acqua, con “centinaia di aziende completamente distrutte”. Secondo Coldiretti, uno stanziamento di 300 milioni di euro non è sufficiente per rispondere alla portata dei danni, che richiedono un progetto strutturale per il consolidamento degli argini, la manutenzione degli alvei e la gestione dell’acqua. La richiesta include anche un rafforzamento degli strumenti assicurativi per gli agricoltori e interventi per la prevenzione dei rischi legati al dissesto idrogeologico. Se non verranno adottate misure più ampie e progetti di medio-lungo termine, la ripresa dell’agricoltura locale potrebbe allungarsi, con ripercussioni sull’economia rurale e sull’occupazione. Per i cittadini calabresi, soprattutto nelle comunità rurali della Sibaritide e delle aree limitrofe, la crisi agricola rappresenta una ferita profonda. Il sostegno istituzionale e un piano organico sul territorio sono percepiti come urgenti per preservare non solo l’economia ma anche il tessuto sociale della regione.
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Redazione 2

