Sicurezza, svolta per 430 mila operatori: aumenti, arretrati e nuove tutele per chi indossa la divisa
Rinnovo contrattuale per 430 mila operatori: aumenti, arretrati e un nuovo tavolo sulle tutele previdenziali.

Il rinnovo del contratto del personale appartenente al Comparto Sicurezza e Difesa rappresenta, secondo la sottosegretaria all’Interno Wanda Ferro, un passaggio significativo nel percorso di valorizzazione delle donne e degli uomini impegnati quotidianamente nella tutela dei cittadini e delle istituzioni. Si tratta del secondo accordo sottoscritto in meno di due anni, risultato che, nelle parole della rappresentante del Governo, consente di offrire risposte più rapide e di contrastare i ritardi contrattuali che in passato hanno ridotto il potere d’acquisto delle retribuzioni.
I due rinnovi garantiranno incrementi economici complessivi di almeno 200 euro netti mensili, già a partire dalle qualifiche iniziali, ai quali si aggiungeranno gli arretrati maturati nel biennio 2025-2026. Le misure coinvolgeranno circa 430 mila appartenenti al personale dello Stato e intendono riconoscere concretamente il valore e la specificità del servizio prestato.
Ferro ha evidenziato il lavoro congiunto del Ministero dell’Interno, del Ministero per la Pubblica amministrazione, degli altri dicasteri interessati e delle organizzazioni sindacali. Per assicurare continuità al percorso sono state inoltre stanziate risorse pari a un miliardo di euro per il prossimo triennio.
Entro novanta giorni dovrebbe essere aperto anche un tavolo interministeriale dedicato alle questioni previdenziali del comparto, con l’obiettivo di individuare soluzioni coerenti con le particolari condizioni operative del personale in uniforme.
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Redazione 2