Sinner scuote il tennis: “Sui premi Slam siamo stati zitti troppo a lungo, ora serve rispetto”
Sinner critica i premi degli Slam: i tennisti guadagnano troppo poco rispetto ai ricavi e chiedono più rispetto e ascolto dagli organizzatori.
Jannik Sinner, attuale numero uno del tennis mondiale, interviene con decisione nel dibattito sui montepremi dei tornei del Grande Slam, evidenziando una crescente insoddisfazione tra i giocatori rispetto alla distribuzione dei ricavi. Il tennista italiano sottolinea come, a suo avviso, la quota economica destinata agli atleti sia troppo bassa rispetto al valore generato dagli eventi, ribadendo che il tema non riguarda solo i top player, ma l’intero movimento professionistico.
Sinner evidenzia che i tennisti hanno “taciuto per troppo tempo” e che ora è necessario aprire un confronto più trasparente con gli organizzatori degli Slam. Pur precisando di non chiedere una quota pari al 50% dei ricavi, il numero uno del mondo afferma che il sistema attuale non riconosce adeguatamente il contributo degli atleti, senza i quali – sottolinea – i tornei stessi non esisterebbero.
Il campione azzurro inquadra la questione soprattutto come un problema di rispetto e riconoscimento istituzionale, più che puramente economico. Secondo Sinner, la richiesta nasce da un’esigenza condivisa tra giocatori uomini e donne, in un momento in cui il circuito sta cercando una maggiore unità sulle condizioni economiche.
Nel dibattito viene anche evocata la possibilità, sostenuta da alcuni colleghi, di forme di protesta più forti, incluso il boicottaggio degli Slam, ipotesi che Sinner non esclude in futuro ma che lega a una valutazione collettiva. La sua posizione contribuisce ad alimentare un confronto sempre più acceso sul modello economico del tennis professionistico e sulla distribuzione dei ricavi nei grandi eventi internazionali.
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Redazione 2
