Territorio in fiamme, prevenzione al collasso: il Codacons accusa gli enti
Dopo gli incendi di Copanello e del Bivio Nalini, il Codacons denuncia gravi carenze nella prevenzione e chiede di accertare le responsabilità degli enti coinvolti.

Dopo i gravi incendi che hanno interessato il litorale tra Squillace e Copanello di Stalettì e lo snodo del Bivio Nalini, alle porte di Catanzaro, il Codacons interviene denunciando quello che definisce il fallimento del sistema di gestione e prevenzione territoriale. Secondo l’associazione, le fiamme, il fumo, la fuga dei bagnanti e la paralisi della viabilità non possono essere ricondotti esclusivamente al vento o a circostanze eccezionali, ma sarebbero la conseguenza dell’abbandono dei margini stradali e dell’accumulo di vegetazione secca.
Il Codacons richiama le responsabilità dei diversi enti: Anas per le strade statali, Comuni per i centri abitati e le infrastrutture locali, Provincia per la rete viaria secondaria. Proprio la Provincia di Catanzaro avrebbe dichiarato di disporre di soli 15 operai per la manutenzione di circa 1.800 chilometri di strade. Una situazione che, secondo il vicepresidente nazionale Francesco Di Lieto, evidenzia l’impossibilità strutturale dell’ente di assicurare pulizia e sicurezza.
L’associazione critica anche i sindaci, accusati di non aver predisposto interventi tempestivi intorno a depuratori e strutture sensibili, e contesta l’eccessiva attenzione riservata a droni e attività di comunicazione, ritenute insufficienti senza personale operativo sul territorio.
Il Codacons chiede infine alla Procura di Catanzaro e alla Corte dei Conti di verificare eventuali responsabilità amministrative, penali ed erariali, sostenendo che la prevenzione debba essere attuata prima dell’estate attraverso pulizia, manutenzione e investimenti concreti.
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Redazione 2