Tomaiuolo, il legale smentisce: «Nessuna collaborazione con la giustizia»
L’avvocato Francesco Paolo Ferragonio precisa che il suo assistito non ha mai assunto lo status di collaboratore né reso dichiarazioni accusatorie contro terzi. La presa di posizione dopo la sentenza del procedimento “Mari & Monti”

Nessuna collaborazione con la giustizia e nessun percorso di pentimento. È quanto precisa l’avvocato Francesco Paolo Ferragonio, difensore di fiducia di Tommaso Tomaiuolo, imputato nel procedimento “Mari & Monti”, il maxi processo scaturito dall’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia sul clan Li Bergolis-Miucci. La dichiarazione è stata diffusa il 17 settembre 2026, all’indomani della sentenza emessa nel troncone celebrato con rito abbreviato davanti al Tribunale di Bari.
La smentita del difensore
Il legale definisce «falsa e destituita di ogni fondamento» la voce secondo cui Tomaiuolo avrebbe intrapreso un percorso di collaborazione con la giustizia. Nel comunicato, Ferragonio chiarisce che il proprio assistito «non ha mai acquisito né detiene lo status di collaboratore di giustizia».
La precisazione riguarda anche il contenuto delle dichiarazioni rese durante il procedimento. Secondo il difensore, Tomaiuolo non avrebbe mai pronunciato dichiarazioni accusatorie nei confronti di terzi nell’ambito del processo a suo carico.
L’avvocato sottolinea inoltre che la notizia, qualora diffusa o ripresa, non corrisponderebbe alla realtà della posizione processuale dell’imputato. Il comunicato è stato diffuso, spiega il legale, con l’obiettivo di ristabilire la correttezza dell’informazione e tutelare la reputazione del proprio assistito.
Il contesto del procedimento “Mari & Monti”
Tomaiuolo figura tra gli imputati nel procedimento nato dall’inchiesta della Dda sul gruppo Li Bergolis-Miucci. Nel troncone abbreviato, il giovane è stato condannato a 13 anni e 8 mesi di reclusione.
La sentenza ha riguardato numerosi imputati e ha richiamato anche le posizioni di persone già ammesse a percorsi di collaborazione con la giustizia. Il difensore precisa tuttavia che tale status non riguarda Tomaiuolo.
Ferragonio richiama infine la possibilità di iniziative giudiziarie nei confronti di chi dovesse diffondere o rilanciare informazioni false sulla presunta collaborazione. Resta fermo che ogni valutazione sulla responsabilità penale deve essere effettuata nelle sedi giudiziarie competenti, nel rispetto delle garanzie previste dall’ordinamento.
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Redazione 4


