Turismo, la Calabria scopre quanto vale la sua estate: 5,8 miliardi di impatto economico in tre anni
Secondo uno studio TEHA Group, 47 milioni di euro investiti dalla Regione nel destination marketing hanno contribuito a generare un impatto stimato in 5,8 miliardi tra il 2023 e il 2025

Il turismo calabrese non è soltanto una voce delle statistiche sulle presenze. È diventato uno dei grandi motori dell'economia regionale, con un impatto stimato in 5,8 miliardi di euro nel triennio 2023-2025.
Il dato emerge da uno studio realizzato da TEHA Group e presentato nei giorni scorsi. Secondo l'analisi, i 47 milioni di euro investiti dalla Regione Calabria nel destination marketing avrebbero contribuito a generare un impatto economico complessivo pari al 14,1% del Pil regionale nel periodo considerato.
Numeri che restituiscono una fotografia diversa dal semplice racconto della stagione balneare: dietro arrivi e pernottamenti esiste una filiera economica che coinvolge alberghi, ristorazione, trasporti, commercio, servizi e attività legate all'esperienza turistica.
La crescita del giro d'affari
Il dato più interessante è quello relativo all'evoluzione nel tempo. Secondo le stime riportate, l'impatto economico sarebbe passato da 1,6 miliardi di euro nel 2023 a 1,8 miliardi nel 2024, fino ad arrivare a 2,4 miliardi nel 2025.
La progressione racconta una crescita significativa, ma soprattutto mette in evidenza il peso crescente del turismo nell'economia regionale.
Il risultato va letto anche alla luce delle strategie di promozione della destinazione Calabria, che negli ultimi anni hanno cercato di rafforzare la presenza della regione sui mercati nazionali e internazionali.
Il vero interrogativo è cosa succede dopo l'estate
Il dato sui miliardi generati non deve però diventare un punto d'arrivo.
La questione economica più importante per la Calabria è capire quanto di questa ricchezza rimanga stabilmente sul territorio e quanto il turismo riesca a trasformarsi in investimenti, occupazione e nuove imprese.
La sfida è soprattutto quella della destagionalizzazione. Una regione che concentra una parte consistente della propria attrattività nei mesi estivi deve riuscire a costruire occasioni di viaggio anche durante il resto dell'anno.
Borghi, patrimonio culturale, enogastronomia, cammini, montagna e turismo esperienziale possono diventare strumenti per allungare la stagione e distribuire maggiormente la spesa turistica sul territorio.
Dalla promozione al valore economico
Il dato dei 5,8 miliardi apre quindi una domanda più interessante del semplice “quanto è andata bene la stagione”.
Se gli investimenti in promozione riescono a generare un ritorno economico di questa dimensione, la partita successiva diventa quella della qualità della crescita.
Più servizi, strutture competitive, collegamenti efficienti e una maggiore capacità di trattenere i visitatori potrebbero trasformare il turismo da grande opportunità stagionale a componente strutturale dell'economia calabrese.
Il turismo, insomma, non è più soltanto una cartolina della Calabria. I numeri raccontano un settore che vale miliardi. La sfida ora è fare in modo che quei miliardi producano ricchezza stabile e diffusa.
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Redazione 2


