Vibonese, oltre 9 milioni per la depurazione: la Calabria prova a difendere il mare prima dell’estate
Nel Vibonese sono previsti interventi per oltre 9 milioni di euro sul sistema depurativo, tra fondi Pnrr e risorse regionali. Un passaggio politico e territoriale molto rilevante per ambiente, turismo e qualità dei servizi.
In Calabria la depurazione non è un tema tecnico per addetti ai lavori. È una questione che tocca mare, turismo, salute pubblica, credibilità amministrativa e qualità della vita. Per questo l’annuncio arrivato oggi sul Vibonese ha un peso politico molto più grande della cifra, pur rilevante, che lo accompagna. Il sistema depurativo calabrese è da anni uno dei nervi scoperti del territorio. Ogni ritardo, guasto o insufficienza si riflette direttamente sull’ambiente e sull’immagine delle coste, con effetti che diventano ancora più sensibili in vista della stagione turistica. Intervenire su questo fronte significa lavorare contemporaneamente su tutela ambientale e sviluppo locale. Oggi è stato reso noto che nel territorio vibonese sono previsti interventi per oltre 9 milioni di euro destinati al rafforzamento del sistema depurativo. Le risorse arrivano dal Pnrr e da fondi regionali. L’obiettivo è migliorare la capacità e l’efficienza degli impianti, intervenendo su una delle criticità strutturali più delicate dell’area. Il dato assume rilievo anche perché si inserisce in una fase in cui il rapporto tra ambiente e attrattività turistica è sempre più centrale. La vera sfida sarà trasformare gli stanziamenti in tempi certi, cantieri efficienti e risultati visibili. In Calabria il problema non è solo annunciare fondi, ma renderli rapidamente operativi. Da questo dipenderà una parte importante della credibilità delle istituzioni. Per i cittadini calabresi la notizia è concreta e immediata. Un sistema depurativo più forte significa mare più tutelato, territori più competitivi, meno criticità ambientali e una base più solida per economia turistica e qualità della vita.
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Redazione 2

