118 in Calabria, la FP Cgil lancia l’allarme: «Ambulanze senza medici e assunzioni bloccate»
Il sindacato chiede alla Regione di fermare le riorganizzazioni e aprire un confronto urgente. Nel mirino Azienda Zero, il reclutamento del personale e il modello organizzativo dell’emergenza-urgenza

CATANZARO – Ambulanze demedicalizzate, graduatorie che secondo il sindacato non vengono utilizzate, difficoltà nelle assunzioni e una rete dell’emergenza-urgenza che, soprattutto nei territori più complessi, rischierebbe di non riuscire a rispondere con sufficiente rapidità alle necessità dei cittadini.
È questo il quadro tracciato dalla FP Cgil Calabria, che interviene sulla situazione della sanità regionale chiedendo al presidente della Regione e commissario ad acta Roberto Occhiuto di sospendere le riforme in corso e convocare un tavolo urgente con Regione, Azienda Zero, Aziende sanitarie provinciali e organizzazioni sindacali.
La denuncia arriva in piena estate, quando l'aumento della popolazione in numerose località calabresi mette ulteriormente sotto pressione i servizi sanitari territoriali.
Azienda Zero al centro della contestazione
Una parte significativa delle critiche riguarda il funzionamento di Azienda Zero e il processo di centralizzazione delle procedure amministrative e di reclutamento.
Secondo la FP Cgil, il sistema avrebbe finito per rallentare invece di velocizzare le procedure, creando difficoltà nella copertura degli organici delle Aziende sanitarie.
Il sindacato sostiene che la carenza di personale riguardi in particolare medici, infermieri e altre figure sanitarie indispensabili per mantenere operativi i servizi.
Il problema, nella ricostruzione della sigla, non sarebbe quindi soltanto numerico: la lentezza delle procedure di reclutamento finirebbe per scaricare ulteriori carichi di lavoro sui professionisti già in servizio.
Il nodo delle graduatorie
Tra gli elementi contestati c'è anche la gestione delle graduatorie ancora utilizzabili.
La FP Cgil richiama, tra gli altri casi, una graduatoria dell'Azienda ospedaliera di Cosenza e sostiene che, invece di procedere allo scorrimento degli idonei, vengano avviate nuove procedure per coprire le carenze.
Una situazione che, secondo il sindacato, rischierebbe di produrre un doppio effetto: allungare i tempi necessari per le assunzioni e aumentare il ricorso al personale precario.
Nel mirino è finita anche una prova per la mobilità degli infermieri svolta da remoto il 5 agosto, che secondo la FP Cgil sarebbe stata condizionata da problemi alle piattaforme informatiche.
Si tratta di circostanze che dovranno essere valutate dagli enti coinvolti e sulle quali il sindacato chiede risposte e chiarimenti.
La situazione del 118 nel Vibonese
È però sull'emergenza-urgenza che la denuncia assume i toni più preoccupati.
Secondo la FP Cgil, nelle postazioni di Vibo Valentia, Serra San Bruno, Soriano, Nicotera e Tropea una quota superiore al 70% delle ambulanze opererebbe senza medico a bordo.
Per il sindacato, il fenomeno delle ambulanze demedicalizzate rappresenterebbe una delle principali criticità della rete, soprattutto in un territorio caratterizzato da aree montane, collegamenti stradali difficili e, durante l'estate, da un forte incremento della presenza turistica lungo la costa.
In questo scenario, la FP Cgil contesta l'applicazione di un modello organizzativo che, a suo giudizio, non sarebbe sufficientemente adeguato alle caratteristiche geografiche della Calabria.
Tempi di soccorso e territorio
Il tema non riguarda soltanto il numero delle ambulanze o degli operatori disponibili. Al centro della discussione ci sono anche i tempi di intervento.
Un territorio con centri abitati distanti, strade tortuose, zone interne e località costiere sottoposte a forte pressione durante i mesi estivi presenta esigenze differenti rispetto a un'area caratterizzata da collegamenti più rapidi.
Per questo la FP Cgil chiede che la distribuzione dei mezzi e l'organizzazione del servizio vengano ripensate sulla base delle caratteristiche reali delle diverse province.
Il sindacato richiama inoltre alcuni recenti episodi avvenuti nel Vibonese, sostenendo che le criticità della rete non possano essere liquidate come semplici coincidenze. Su questi casi, tuttavia, ogni eventuale collegamento tra organizzazione del servizio e singoli eventi dovrà essere verificato attraverso gli accertamenti competenti.
Straordinari e personale sotto pressione
Un altro punto della denuncia riguarda il ricorso al lavoro straordinario.
Secondo la FP Cgil, le Aziende sanitarie starebbero utilizzando un numero elevato di ore aggiuntive per compensare la carenza di personale. Una soluzione considerata dal sindacato non sufficiente a garantire nel lungo periodo la stabilità del servizio.
La richiesta è quindi quella di un piano straordinario di assunzioni, con particolare attenzione a medici e infermieri destinati all'emergenza-urgenza, oltre al rafforzamento delle figure tecniche e amministrative.
L'obiettivo indicato dalla sigla è ridurre progressivamente il ricorso alle ambulanze prive di medico e garantire maggiore continuità alla rete del soccorso.
La richiesta alla Regione
La FP Cgil chiede ora un confronto diretto con la Regione e con i vertici delle strutture sanitarie.
Sul tavolo, secondo il sindacato, dovrebbero arrivare la riorganizzazione del 118, le modalità di reclutamento attraverso Azienda Zero, lo scorrimento delle graduatorie, la stabilizzazione del personale e la distribuzione dei mezzi di soccorso.
La richiesta è quella di una verifica complessiva del modello organizzativo, partendo dalle esigenze concrete dei territori.
La questione resta dunque aperta. Da una parte la denuncia del sindacato, che parla di una situazione ormai non più sostenibile; dall'altra la necessità, per la Regione e le aziende sanitarie, di fornire dati, chiarimenti e risposte puntuali sulle criticità segnalate.
Il punto sul quale tutti gli attori dovranno confrontarsi è soprattutto uno: garantire che il sistema dell'emergenza-urgenza riesca a intervenire nei tempi necessari quando un cittadino ha bisogno di soccorso.
Written by
lorenza greco


