Allarme deepfake: quasi la metà delle minacce online punta alla politica
Il 46% delle minacce deepfake riguarda video manipolati, spesso usati per influenzare la politica e diffondere disinformazione online.

Il fenomeno dei deepfake rappresenta una minaccia sempre più rilevante per l’informazione digitale e la sicurezza pubblica, con un forte impatto soprattutto in ambito politico. Secondo il primo “Deepfake Intelligence Report” della società tecnologica IdentifAI, il 46% delle minacce globali basate su contenuti manipolati riguarda video falsificati, diffusi principalmente sui social network e utilizzati in larga parte per scopi di influenza e disinformazione.
Lo studio, che analizza il periodo compreso tra il 2020 e i primi mesi del 2026, evidenzia come quasi un deepfake su quattro (24,6%) abbia finalità di manipolazione politica, mentre circa il 20,1% sia legato a frodi e truffe digitali. Una quota minore riguarda pornografia non consensuale (11,3%), uso improprio dell’immagine di celebrità (9,3%) e contenuti satirici (3,2%).
Dal punto di vista geografico, gli Stati Uniti risultano il Paese più colpito, con quasi la metà degli attacchi globali (46,9%), seguiti da Regno Unito, India e Israele. Le piattaforme social sono il principale vettore di diffusione: X guida la classifica con oltre il 50% dei casi, seguita da TikTok, YouTube e Facebook.
Le forme più utilizzate di deepfake sono i video (45,6%), seguiti da media misti, immagini e clonazione vocale. Il report sottolinea quindi un’evoluzione tecnologica che rende sempre più difficile distinguere contenuti reali da quelli artificiali, aumentando il rischio di manipolazione dell’opinione pubblica e di interferenze nei processi democratici.
Nel complesso, il documento evidenzia la necessità di strumenti avanzati di rilevamento, regolamentazione e alfabetizzazione digitale per contrastare una minaccia in rapida crescita.
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Redazione 2