“Argentina, scontri davanti al Congresso: il governo annuncia denunce per terrorismo”
Dopo gli scontri avvenuti durante l’approvazione della riforma del lavoro, il governo argentino annuncia l’intenzione di denunciare per terrorismo i responsabili delle violenze. Il Paese resta polarizzato.

L’Argentina vive un nuovo picco di tensione politica e sociale. Dopo gli scontri avvenuti davanti al Congresso durante una votazione cruciale, il governo annuncia la linea dura sul piano giudiziario. La riforma del lavoro è uno dei capitoli più contestati del programma economico dell’esecutivo. In un quadro di pressione inflattiva e riorganizzazione della spesa pubblica, ogni passaggio parlamentare diventa un test di tenuta politica e di ordine pubblico. Il governo ha comunicato che presenterà denunce per terrorismo nei confronti dei responsabili degli scontri avvenuti davanti al Congresso durante l’approvazione della riforma del lavoro. L’annuncio è stato confermato dal portavoce dell’esecutivo con un messaggio pubblico, sottolineando la gravità degli attacchi contro le istituzioni e delle aggressioni alle forze di sicurezza. La vicenda si inserisce in giornate di forte mobilitazione e di contrapposizione tra sostenitori e oppositori delle misure. L’uso della qualificazione “terrorismo” rischia di alzare ulteriormente lo scontro politico interno e di aprire un contenzioso giudiziario delicato, osservato anche all’estero per i possibili effetti su diritti e libertà civili. Per la Calabria interessa perché l’instabilità in grandi Paesi extraeuropei può influenzare mercati agricoli e flussi commerciali: dinamiche che toccano anche esportazioni e prezzi di prodotti importati.
Written by
BRUTTO ALESSANDRO


