Attenzione alla dieta: gli alimenti ultra-processati possono indebolire le ossa e aumentare il rischio di fratture
Uno studio su oltre 160 mila persone mostra che il consumo frequente di alimenti ultra-processati è associato a ossa più fragili e maggiore rischio di fratture, evidenziando l’importanza di una dieta equilibrata.

Una nuova ricerca scientifica evidenzia il legame tra consumo elevato di alimenti ultra-processati e un aumento del rischio di fragilità ossea e fratture, in particolare a carico dell’anca. Lo studio, condotto su un ampio campione di oltre 160 mila persone monitorate per più di dodici anni, ha analizzato la relazione tra abitudini alimentari e salute dello scheletro, mettendo in luce effetti potenzialmente negativi di una dieta ricca di prodotti industriali altamente lavorati.
I risultati mostrano che un consumo elevato di cibi ultra-processati è associato a una riduzione della densità minerale ossea in alcune aree fondamentali dello scheletro, tra cui il femore e la colonna vertebrale lombare. Questo fenomeno comporta un aumento della vulnerabilità delle ossa e, di conseguenza, una maggiore probabilità di fratture nel corso della vita.
Gli alimenti ultra-processati – come snack industriali, bibite zuccherate, prodotti confezionati e cibi pronti – sono spesso ricchi di calorie, sale, zuccheri e grassi, ma poveri di nutrienti essenziali per la salute dello scheletro, come calcio, vitamina D e proteine di qualità. Questa carenza nutrizionale può contribuire, nel tempo, al deterioramento della struttura ossea.
Secondo gli esperti, i risultati dello studio rafforzano l’importanza di adottare un’alimentazione equilibrata, basata su alimenti freschi e poco lavorati, come frutta, verdura, cereali integrali, pesce e latticini, per sostenere la salute delle ossa e ridurre il rischio di osteoporosi e fratture soprattutto con l’avanzare dell’età.
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Redazione 2