Bluesky prova a ribaltare i social: arriva il chatbot che ti costruisce il feed come lo vuoi tu
Non più un algoritmo imposto dall’alto, ma un flusso di contenuti modellato in linguaggio naturale dall’utente. La nuova mossa di Bluesky apre una sfida che può cambiare il rapporto tra persone, piattaforme e potere digitale.
La prossima battaglia dei social potrebbe non giocarsi più soltanto sui contenuti, ma su chi decide davvero cosa vediamo. È da qui che parte la novità lanciata da Bluesky, piattaforma rivale di X, che ha presentato Attie: un chatbot capace di costruire un flusso di post personalizzato partendo da semplici richieste scritte in linguaggio naturale. Non si parla quindi di un aggiornamento tecnico marginale, ma di un tentativo concreto di ridisegnare il rapporto tra utente e algoritmo. Negli ultimi anni i social network hanno concentrato sempre più potere nei loro sistemi di raccomandazione, decidendo in autonomia priorità, visibilità e ordine dei contenuti. La promessa di questa nuova soluzione è opposta: lasciare alle persone un controllo più diretto sulla propria esperienza digitale, in una fase in cui cresce ovunque la richiesta di maggiore trasparenza nelle piattaforme. Attie permette agli iscritti di intervenire direttamente sulla bacheca conversando con l’assistente e descrivendo ciò che desiderano leggere. Il sistema si appoggia a un protocollo aperto, chiamato At, comprende il linguaggio naturale e può generare algoritmi di visualizzazione specifici in base alle richieste ricevute. Tra gli esempi indicati ci sono la possibilità di chiedere post su un particolare genere musicale oppure di aggregare contenuti su un tema preciso, anche di attualità. L’accesso, per ora, passa da una lista d’attesa e il progetto viene presentato come un esperimento indipendente per capire come i social possano evolvere con gli agenti di intelligenza artificiale. Se questo modello dovesse prendere piede, cambierebbe una delle regole più profonde dell’ecosistema digitale: l’algoritmo non sarebbe più solo una scatola chiusa controllata dalla piattaforma, ma uno strumento sempre più negoziabile dall’utente. È una prospettiva che può incidere su engagement, pluralismo informativo, pubblicità e qualità della conversazione online. La notizia interessa anche i cittadini calabresi perché il modo in cui scorrono le informazioni online influisce ormai su come ci si informa, si discute e si formano opinioni. Se cambia il controllo sul feed, cambia anche il peso che utenti, creator, imprese locali e testate avranno nello spazio digitale di domani.
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Redazione 2