Bruxelles accende il faro sulle case green: l’Italia finisce in infrazione
La Commissione europea avvia una procedura d’infrazione contro l’Italia per il mancato invio del piano nazionale richiesto dalla direttiva sulle case green. Roma ha due mesi per rispondere.
La transizione energetica smette di essere slogan quando arriva una lettera formale da Bruxelles. E oggi per l’Italia è successo proprio questo: il dossier sulle case green entra in una fase molto più concreta, con conseguenze potenzialmente pesanti per politica, edilizia e famiglie. La direttiva europea sulla riqualificazione degli edifici è uno dei capitoli più discussi degli ultimi anni. Da una parte c’è la necessità di abbattere consumi ed emissioni, dall’altra la paura di scaricare costi e complessità su proprietari, imprese e amministrazioni. In mezzo ci sono i piani nazionali, che ogni Paese deve predisporre per dare forma reale agli obiettivi. La Commissione europea ha aperto una procedura d’infrazione contro l’Italia e altri 18 Paesi per non aver presentato entro il 31 dicembre 2025 il piano nazionale di ristrutturazione degli edifici richiesto dalla direttiva sulle case green. L’Italia ha ora due mesi di tempo per rispondere alla lettera di costituzione in mora. Se la risposta non sarà considerata soddisfacente, Bruxelles potrà procedere con un ulteriore passaggio formale. Il tema torna così al centro in modo molto più urgente. La procedura non significa sanzione immediata, ma aumenta la pressione sul governo e rimette sotto i riflettori una partita che riguarda bonus, efficienza energetica, edilizia privata e valore degli immobili. Per i cittadini calabresi è una notizia ad alta attenzione, perché tocca case, lavori, consumi energetici e costi futuri. In una regione dove il patrimonio edilizio è molto vario e spesso datato, ogni mossa sulle abitazioni genera subito interesse reale.
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Redazione 2
