Calabria, la conta dei danni diventa battaglia politica: in Consiglio arriva la spinta per i fondi Ue
Dopo l’ondata di maltempo che ha colpito la regione a gennaio, in Consiglio regionale prende forma una mozione per attivare strumenti nazionali ed europei. Al centro ci sono i danni a strade, case, attività produttive e territorio.

La fase dell’emergenza lascia il passo a quella più difficile: trovare risorse, ricostruire, evitare che i territori colpiti restino intrappolati tra burocrazia e attese infinite. In Calabria, il maltempo di gennaio torna al centro del confronto istituzionale con una mozione depositata in Consiglio regionale che punta ad aprire la strada all’accesso ai fondi europei per le calamità. Il documento nasce dopo gli eventi meteorologici del 20 gennaio, che hanno lasciato una scia di criticità in diverse aree della regione. Allagamenti, frane e smottamenti hanno inciso su viabilità, infrastrutture, abitazioni e attività economiche, con numerosi Comuni costretti a segnalare danni e situazioni di forte disagio per i residenti. La mozione è stata sottoscritta da più capigruppo di opposizione, segnale che il tema prova a superare la cronaca immediata per entrare nella dimensione delle scelte strutturali. La proposta chiede alla Regione di sollecitare il governo ad attivare tutti gli strumenti disponibili, sia a livello nazionale sia a livello europeo, compreso il Fondo di solidarietà dell’Unione europea. Nel testo si richiama l’entità dei danni e la necessità di sostenere i territori colpiti con procedure capaci di andare oltre la sola gestione dell’urgenza. La mozione fa esplicito riferimento agli effetti prodotti dal maltempo su infrastrutture pubbliche, attività produttive, abitazioni private e patrimonio ambientale. Il vero punto, adesso, sarà capire se alla richiesta politica seguirà un’accelerazione amministrativa concreta: quantificazione aggiornata dei danni, interlocuzione con Roma, dossier tecnico e tempi certi. Senza questi passaggi, il rischio è che l’iniziativa resti un atto simbolico. Con essi, invece, la Calabria potrebbe rafforzare la propria posizione nella richiesta di sostegno economico. È una notizia che interessa direttamente i cittadini calabresi perché riguarda soldi, tempi e priorità della ricostruzione. Tradotto: strade da riaprire, servizi da ripristinare, imprese da salvaguardare e famiglie da non lasciare sole dopo l’acqua e il fango.
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Redazione 2
