Canicattì, maxi confisca da 600mila euro: colpiti un’azienda, 21 automobili e cinque terreni
Il provvedimento è stato disposto dal Tribunale di Palermo su proposta del questore di Agrigento. Le indagini avrebbero evidenziato una forte sproporzione tra redditi dichiarati e patrimonio disponibile.
AGRIGENTO – Un patrimonio dal valore complessivo stimato in circa 600mila euro è stato confiscato dalla Polizia di Stato a un uomo residente a Canicattì, già coinvolto in numerosi procedimenti penali.
Il decreto è stato emesso dalla Sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, che ha accolto integralmente la proposta avanzata dal questore di Agrigento. Il provvedimento è stato eseguito il 30 luglio dagli agenti della Divisione Polizia anticrimine.
La confisca ha interessato un intero complesso aziendale, 21 automobili, un motoveicolo, cinque terreni, un motore per imbarcazione e quattro rapporti finanziari.
Il provvedimento arriva al termine di una complessa attività investigativa sulla situazione personale ed economica dell’uomo e del suo nucleo familiare. Gli accertamenti finanziari, sviluppati su un ampio arco temporale, avrebbero fatto emergere una rilevante sproporzione tra i redditi ufficialmente dichiarati e le disponibilità patrimoniali accumulate.
L’uomo era stato sottoposto alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno già nel 1998 ed è stato successivamente condannato in via definitiva per un episodio di riciclaggio commesso nel 2004.
Nel 2018 era stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare per tentata estorsione aggravata e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Secondo la ricostruzione giudiziaria, i fatti sarebbero stati commessi insieme a una persona ritenuta appartenente alla “Stidda”, organizzazione criminale attiva nell’Agrigentino. Per questi reati ha riportato una condanna a quattro anni e quattro mesi, confermata in appello nel novembre 2024.
Sulla base degli elementi raccolti, il Tribunale ha riconosciuto la sussistenza dei presupposti necessari per applicare la misura di prevenzione patrimoniale e ha disposto la confisca dei beni individuati dagli investigatori.
L’operazione rappresenta un nuovo colpo ai patrimoni ritenuti riconducibili ad attività illecite e al possibile reimpiego di denaro di origine criminale. Una strategia che punta a sottrarre alla criminalità non soltanto persone e traffici, ma soprattutto le ricchezze accumulate illegalmente.
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