Caro carburanti, gasolio fino a 2,7 euro: Simeri Crichi tra i prezzi più alti d’Italia
Il Codacons segnala forti differenze tra gli impianti: nel Catanzarese diesel self a 2,349 euro al litro. L’associazione chiede un nuovo taglio delle accise

SIMERI CRICHI (CZ) – Il caro carburanti coinvolge anche la Calabria. A Simeri Crichi, in provincia di Catanzaro, il gasolio in modalità self service è stato segnalato a 2,349 euro al litro, collocando un distributore del territorio tra quelli con i prezzi più elevati rilevati in Italia. Il dato emerge dalla mappa elaborata dal Codacons sulla base dei prezzi comunicati dagli impianti e pubblicati sul portale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Diesel vicino a 2,70 euro al litro
Secondo la rilevazione diffusa il 18 luglio 2026, il prezzo più alto sulla rete ordinaria è stato individuato a Milano, dove un impianto vendeva il gasolio self a 2,695 euro al litro e la benzina a 2,635 euro. A Pantelleria il diesel raggiungeva 2,599 euro, mentre a Ponza e all’Isola del Giglio si attestava a 2,399 euro.
Nella graduatoria figuravano anche Scafati, con 2,398 euro al litro, Stresa con 2,389 euro, Procida con 2,380 euro e, appunto, Simeri Crichi con 2,349 euro. Si tratta di singoli prezzi massimi rilevati presso determinati impianti e non della media applicata nell’intero territorio comunale o regionale. I listini, inoltre, possono cambiare anche nell’arco della giornata.
La situazione sulle autostrade
Ancora più elevati i prezzi del servito in autostrada. Sulla A21 Torino-Piacenza il gasolio è arrivato a 2,699 euro al litro, mentre sulla A4 Venezia-Trieste ha raggiunto 2,682 euro. Sulla A22 Brennero-Modena il diesel è stato segnalato a 2,609 euro.
Per la benzina, i valori più alti indicati dal Codacons erano 2,549 euro sulla A21, 2,489 euro sulla A28 e 2,449 euro sulle autostrade A1, A12 e A14.
L’appello del Codacons
L’associazione dei consumatori denuncia le conseguenze degli aumenti sulle vacanze e sugli spostamenti estivi delle famiglie. La richiesta rivolta al Governo è quella di intervenire con un nuovo taglio temporaneo delle accise, valido almeno fino alla conclusione del controesodo estivo.
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