“Caso Navalny, l’Europa accelera: ‘Avvelenato in carcere con una tossina’ e dossier all’Opac”
Cinque Paesi europei annunciano conclusioni concordate sulla morte di Alexei Navalny: avvelenamento con una sostanza classificabile come arma chimica. Avviati i passaggi formali verso l’organismo internazionale di controllo.

La morte di Alexei Navalny torna al centro della diplomazia europea con un nuovo e pesante passaggio: cinque Paesi europei dichiarano di avere elementi convergenti su un avvelenamento avvenuto durante la detenzione in Russia.
Il caso Navalny è da anni un punto di frizione tra Mosca e capitali occidentali, intrecciando diritti umani, repressione politica e sicurezza internazionale. L’attenzione ora si sposta sulle procedure di verifica e segnalazione agli organismi competenti.
Secondo una nota congiunta di cinque Paesi europei, test di laboratorio condotti in modo coordinato indicherebbero l’uso di una tossina rientrante tra le sostanze trattate come armi chimiche. È stata annunciata la segnalazione del caso all’Opac, l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, per gli accertamenti previsti dai protocolli internazionali. In parallelo, la vicenda è stata richiamata nei lavori della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, dove la tensione sul fronte Russia-Occidente resta alta.
L’iniziativa apre a nuove richieste di trasparenza e a possibili reazioni diplomatiche, incluse ulteriori misure restrittive, a seconda degli esiti dei passaggi presso l’Opac.
Per i cittadini calabresi la notizia conta perché incide su stabilità europea, costi energetici e sicurezza: ogni irrigidimento tra blocchi si riflette su prezzi, imprese e scelte di politica estera anche in Italia.
Written by
BRUTTO ALESSANDRO


