Cassazione, definitiva la condanna a 8 anni per don Edoardo Scordio
Le motivazioni della Suprema Corte sul processo “Jonny”: l’ex parroco di Isola Capo Rizzuto è stato ritenuto stabilmente funzionale agli interessi della cosca Arena-Nicoscia

ISOLA CAPO RIZZUTO – La Corte di Cassazione ha reso definitiva la condanna a 8 anni di reclusione per don Edoardo Scordio, ex parroco della chiesa Maria Assunta di Isola Capo Rizzuto, nel processo di rito ordinario nato dall'inchiesta “Jonny”. La decisione della Suprema Corte risale al 3 luglio 2026 e le motivazioni sono contenute in una sentenza di 33 pagine. La pena era stata inflitta dalla Corte d'appello di Catanzaro il 21 luglio 2025 per il reato di associazione mafiosa.
Secondo le motivazioni della Cassazione, Scordio sarebbe stato «stabilmente funzionale agli interessi» della cosca Arena-Nicoscia e avrebbe contribuito alla sua «strategia economica». Si tratta delle valutazioni contenute nella decisione definitiva della Suprema Corte, che chiude per l'imputato il percorso giudiziario nei gradi ordinari.
L'inchiesta “Jonny” e il Centro Sant'Anna
La vicenda giudiziaria nasce dall'operazione “Jonny”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e scattata nel 2017 con 68 fermi. Al centro dell'inchiesta c'era l'influenza esercitata dai clan di Isola Capo Rizzuto sul sistema collegato al Centro di accoglienza per migranti di Sant'Anna.
Le motivazioni della Cassazione confermano, per quanto riguarda Scordio, l'impianto accusatorio accolto nei precedenti gradi di giudizio. La Suprema Corte ha quindi messo la parola definitiva sulla sua condanna.
Le altre condanne
Nel medesimo procedimento sono state confermate anche condanne nei confronti di altri imputati. Tra questi Domenico Poerio, condannato a 12 anni di reclusione, Francesco Cantore, a 10 anni, Nicola Maiorino, a 2 anni, 2 mesi e 20 giorni, e Pasquale Poerio, a 2 anni e 7 mesi.
Il processo rappresenta uno dei filoni giudiziari più rilevanti scaturiti dall'inchiesta “Jonny”, che aveva acceso i riflettori sui rapporti tra criminalità organizzata, attività economiche e gestione dell'accoglienza nel territorio di Isola Capo Rizzuto.
La sentenza della Cassazione del 3 luglio 2026 costituisce il punto definitivo del procedimento di rito ordinario per gli aspetti indicati nelle motivazioni.
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Redazione 4


