Catanzaro Servizi, cinque indagati nell’inchiesta sui crediti fiscali ritenuti inesistenti
Perquisizioni della Guardia di Finanza anche in Lazio, Piemonte e Campania. Nel mirino operazioni legate a crediti d’imposta e Superbonus

A Catanzaro, nelle ultime ore, la Guardia di Finanza ha eseguito una serie di perquisizioni nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica del capoluogo e ha notificato cinque avvisi di garanzia. Al centro degli accertamenti ci sono alcune operazioni di acquisto di crediti d’imposta da parte di Catanzaro Servizi, società partecipata dal Comune, che gli investigatori ritengono, allo stato dell’indagine, non esistenti. L’ipotesi di reato contestata, a vario titolo, è quella di truffa aggravata in concorso.
I cinque indagati
Tra le persone raggiunte dagli avvisi figurano Gianluca Amedeo Silipo, già amministratore unico di Catanzaro Servizi, Emiliano Aloi, funzionario della società partecipata, Maurizio Scerra, revisore legale all’epoca dei fatti, Daniele Guerrisi, legale rappresentante di Dopago Srl, e Antonella Di Silvestro, indicata dagli investigatori come intermediaria nei rapporti tra le società coinvolte.
Secondo la ricostruzione investigativa, i fatti esaminati si sarebbero verificati tra ottobre 2023 e luglio 2024. Gli accertamenti riguardano in particolare operazioni attraverso le quali Catanzaro Servizi avrebbe acquistato crediti collegati a interventi di ristrutturazione edilizia e al Superbonus 110%, ritenuti dagli inquirenti non validi.
Perquisizioni fuori dalla Calabria
L’attività investigativa ha interessato anche altre regioni. Le perquisizioni sono state eseguite infatti in uffici di società con sede nel Lazio, in Piemonte e in Campania, che secondo l’ipotesi investigativa avrebbero trasferito crediti alla partecipata comunale. Gli investigatori stanno ricostruendo l’intera catena delle operazioni e il ruolo dei soggetti coinvolti nei controlli e nelle transazioni.
L’indagine rappresenta un nuovo sviluppo della vicenda emersa pubblicamente nel 2025 e potrebbe articolarsi in ulteriori filoni. Per tutti gli indagati, tuttavia, le contestazioni restano ipotesi investigative da verificare nel corso del procedimento: gli avvisi di garanzia sono atti a tutela del diritto di difesa e non costituiscono una dichiarazione di responsabilità. Resta ferma la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.
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Redazione 4


