Celiachia, svolta nella diagnosi: verso l’addio alla biopsia anche negli adulti
Per la celiachia si va verso diagnosi senza biopsia anche negli adulti, grazie a nuovi test e biomarcatori.
Nuove prospettive stanno rivoluzionando la diagnosi della celiachia, con la possibilità concreta di superare la biopsia intestinale anche per una parte della popolazione adulta. Secondo quanto riportato da AGI - Agenzia Giornalistica Italia, le più recenti evidenze scientifiche e le linee guida europee 2025 aprono infatti a un approccio “biopsy-free”, già consolidato in età pediatrica e ora in fase di estensione a pazienti adulti selezionati.
Il nuovo modello diagnostico si basa principalmente su test sierologici avanzati: livelli di anticorpi anti-transglutaminasi IgA superiori a dieci volte la norma rappresentano un indicatore altamente predittivo della malattia, tale da consentire, in specifici casi, di evitare l’esame invasivo. Questo approccio è riservato a soggetti sotto i 45 anni, privi di sintomi di allarme e seguiti in centri specialistici, con conferma attraverso ulteriori controlli ematici.
Parallelamente, la ricerca sta sviluppando nuovi biomarcatori – come l’interleuchina-2 – che potrebbero migliorare ulteriormente l’accuratezza diagnostica e facilitare l’individuazione della malattia anche in pazienti già a dieta senza glutine.
Nonostante i progressi, la dieta priva di glutine resta attualmente l’unico trattamento efficace, anche se una quota di pazienti continua a manifestare sintomi, spingendo la ricerca verso nuove terapie complementari.
Questa evoluzione rappresenta un passo significativo verso una diagnosi più rapida, meno invasiva e più accessibile, migliorando la gestione clinica e la qualità di vita dei pazienti.
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Redazione 2
