“Chi protesta contro i Giochi è nemico dell’Italia”: la frase che incendia il day-one olimpico
Nel giorno simbolico dell’avvio dei Giochi, arriva una dichiarazione durissima sulle manifestazioni. La politica si spacca tra difesa dell’evento e accuse di delegittimazione del dissenso.
Una frase secca, tagliente, e destinata a far discutere: la linea del governo sul clima di contestazione legato ai Giochi si fa più dura. Grandi eventi e proteste vanno spesso di pari passo: costi, opere, impatti ambientali e gestione della sicurezza alimentano il confronto. Ma il confine tra critica e “attacco al Paese” è una delle fratture più delicate. Nel giorno di apertura dei Giochi invernali, la Presidente del Consiglio ha dichiarato che chi manifesta contro le Olimpiadi è “nemico dell’Italia”, rivendicando l’impegno di migliaia di persone che lavorano e fanno volontariato per l’evento. Il messaggio è stato letto come una difesa a oltranza dell’immagine nazionale e come un avvertimento verso chi prova a politicizzare la contestazione. La dichiarazione ha un doppio effetto: rafforza il fronte pro-evento e, allo stesso tempo, rischia di irrigidire il dialogo con chi protesta su temi ambientali, sociali o di spesa pubblica. Nelle prossime ore si misurerà l’impatto sulla sicurezza e sul tono del dibattito. La Calabria osserva perché i grandi eventi insegnano un modello: opere, appalti, controlli e narrazione pubblica. Se il dissenso viene “schiacciato”, il rischio è perdere confronto civile anche su infrastrutture e servizi che qui restano prioritari.
Written by
BRUTTO ALESSANDRO

