Cirò Marina, albergo abusivo sul lungomare: 190 ospiti e oltre 50mila euro non dichiarati
La Guardia di Finanza ha individuato un edificio con 15 appartamenti destinati ai turisti e privo delle necessarie autorizzazioni. Per agosto una camera poteva costare fino a 2.400 euro per due settimane

Un intero edificio sul lungomare di Cirò Marina, trasformato in struttura ricettiva senza le necessarie autorizzazioni, è stato individuato dalla Guardia di Finanza di Crotone durante i controlli sulle attività turistiche. I militari della Tenenza di Cirò Marina hanno ricostruito l’attività svolta tra luglio e agosto: sarebbero stati oltre 190 i clienti ospitati, mentre i corrispettivi non certificati supererebbero i 50mila euro.
L'accertamento è partito dall'incrocio tra le informazioni raccolte durante il monitoraggio del territorio e i dati disponibili online. Proprio attraverso la presenza sul web, i finanzieri hanno individuato la struttura, che disponeva di un sito internet dedicato per pubblicizzare gli appartamenti, i servizi e le tariffe.
L'immobile era composto da 15 appartamenti, tutti dotati di cucina, bagno, garage, lavanderia comune e connessione wi-fi. Per il mese di agosto, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il prezzo di un soggiorno poteva arrivare a 2.400 euro per due settimane.
Il controllo e i primi riscontri
Al momento dell'ingresso dei finanzieri, la struttura risultava completamente occupata. Nei 15 appartamenti erano presenti complessivamente 59 ospiti, tutti identificati dai militari.
Le dichiarazioni raccolte e l'esame della documentazione fornita dalla proprietà hanno quindi consentito di ricostruire parte dell'attività e di individuare più di 190 clienti complessivamente ospitati nei mesi di luglio e agosto, oltre ai corrispettivi non certificati per un importo superiore ai 50mila euro.
Gli accertamenti non sono ancora conclusi. La Guardia di Finanza sta infatti verificando l'intero volume d'affari prodotto dalla struttura e il corretto versamento della tassa di soggiorno.
Senza partita Iva e SCIA
Secondo quanto emerso, l'attività è stata qualificata come esercitata in forma imprenditoriale sulla base della Legge regionale Calabria n. 34 del 2018 e successive integrazioni. La gestione sarebbe però avvenuta senza la necessaria partita Iva e senza la prescritta Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA).
L'intervento rientra nei controlli della Guardia di Finanza sul comparto turistico, finalizzati a individuare le attività esercitate irregolarmente e a tutelare gli operatori che svolgono la propria attività nel rispetto delle regole.
Written by
Redazione 2


