Crosia non rialza ancora la saracinesca: famiglie fuori casa, il maltempo lascia il conto aperto
Nel basso Ionio cosentino l’emergenza non è finita: dopo due giorni di pioggia intensa, a Crosia diverse famiglie restano lontane dalle abitazioni evacuate. Sul territorio proseguono conta dei danni e operazioni di sgombero.

A Crosia il peggio forse è passato, ma il ritorno alla normalità è ancora lontano. Dopo le forti precipitazioni che hanno colpito il basso Ionio cosentino per due giorni consecutivi, il comune resta alle prese con gli effetti più duri dell’ondata di maltempo: case evacuate, scantinati invasi da acqua e fango, strade ferite e una comunità che attende risposte. Il maltempo degli ultimi giorni ha messo sotto pressione diversi centri calabresi, ma a Crosia e nella frazione di Mirto le conseguenze si sono rivelate particolarmente pesanti. La preoccupazione principale riguarda i movimenti del terreno e gli allagamenti che hanno interessato soprattutto le aree più delicate del territorio urbano e del centro storico. Le verifiche sui danni sono ancora in corso. Le famiglie delle nove abitazioni evacuate non sono rientrate nelle loro case dopo gli allagamenti e le frane registrate nella giornata precedente. Sul posto continuano a operare Protezione civile, volontari e operai di ditte locali, impegnati nella rimozione di acqua e fango da strade e scantinati. Il lavoro, in questa fase, punta sia alla messa in sicurezza sia alla ricognizione precisa delle criticità residue. Le prossime ore saranno decisive per stabilire tempi e modalità di eventuali rientri, sempre subordinati alle verifiche tecniche. La priorità resta evitare nuovi rischi in un’area già stressata da precipitazioni persistenti e terreni saturi. Il passaggio dall’emergenza alla ripartenza dipenderà dalla rapidità degli interventi e dall’evoluzione del quadro meteo. Questa notizia riguarda da vicino i calabresi perché racconta la fragilità concreta del territorio davanti agli eventi estremi. Non è solo cronaca locale: è un promemoria diretto su dissesto, prevenzione e capacità di risposta delle comunità della regione.
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Redazione 2
