Crotone si stringe attorno a Davide Ferrerio: dal Comune una Menzione Speciale contro la violenza
A quattro anni dalla brutale aggressione che ha cambiato la sua vita, la città dedica al giovane bolognese un riconoscimento civico dal forte valore simbolico. Alla cerimonia la mamma Giusy, il fratello Alessandro e monsignor Pino Caiazzo.

ROTONE – Quattro anni dopo l'aggressione che ha sconvolto la vita di Davide Ferrerio e della sua famiglia, Crotone torna a stringersi attorno al giovane bolognese. Questa mattina, 21 agosto, nella Sala consiliare “Falcone e Borsellino”, l'Amministrazione comunale gli ha conferito la Menzione Speciale prevista dal regolamento per le benemerenze civiche.
Alla cerimonia hanno partecipato la mamma Giusy, il fratello Alessandro e monsignor Pino Caiazzo, oggi vescovo di Cesena e da tempo vicino alla famiglia.
Il riconoscimento vuole trasformare una delle pagine più dolorose vissute dalla città in un messaggio rivolto soprattutto alle nuove generazioni: contrastare la violenza e l'indifferenza e mantenere viva la memoria di quanto accaduto.
Quella notte dell'agosto 2022
Davide aveva vent'anni quando, l'11 agosto 2022, mentre trascorreva un periodo di vacanza a Crotone con la famiglia, fu vittima di una violentissima aggressione nata da uno scambio di persona.
Le gravissime lesioni cerebrali riportate hanno segnato da allora la sua esistenza.
Il sindaco Vincenzo Voce ha spiegato che la Menzione Speciale assume un significato diverso dalle tradizionali benemerenze: vuole ricordare soprattutto il futuro, i progetti e le esperienze che la violenza ha sottratto al giovane.
Un riconoscimento che l'Amministrazione intende trasformare in un richiamo permanente alla responsabilità individuale e collettiva.
La commozione della famiglia
Particolarmente intenso il momento dedicato alle testimonianze dei familiari.
Alessandro ha ricordato il rapporto con il fratello e i momenti trascorsi insieme proprio a Crotone, descrivendolo come una persona dotata di grande sensibilità e nobiltà d'animo.
La mamma Giusy ha invece ripercorso le ore drammatiche dell'aggressione, ricordando anche le ultime parole che Davide riuscì a rivolgerle: «Ti voglio bene, mamma».
Monsignor Caiazzo ha sottolineato il valore del riconoscimento e la necessità di riaffermare il rispetto dell'altro come persona.
La cerimonia si è così trasformata in qualcosa che va oltre una benemerenza istituzionale: un impegno della città a non dimenticare Davide e a fare della sua storia un monito contro ogni forma di violenza.
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Redazione
