Scuola, appello a Valditara: «Puntare sul latino per rafforzare italiano e matematica»
La dirigente scolastica Antonella Mongiardo scrive al ministro dell’Istruzione dopo i risultati INVALSI 2026. La proposta: valorizzare il Latino per l’Educazione Linguistica nelle scuole medie come strumento per allenare linguaggio, logica e capacità di ragionamento.
CALABRIA – Puntare sul latino nelle scuole medie non per tornare nostalgicamente al passato, ma per aiutare gli studenti a sviluppare maggiore padronanza dell’italiano, capacità logiche e precisione nel ragionamento. È la proposta avanzata dalla dirigente scolastica Antonella Mongiardo in una lettera indirizzata al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, prendendo spunto dai risultati delle prove INVALSI 2026.
I numeri mostrano infatti difficoltà ancora significative. Al termine della scuola secondaria di primo grado raggiunge risultati almeno adeguati il 57% degli studenti in Italiano e il 55% in Matematica. Alla primaria la situazione della matematica registra inoltre un arretramento di circa tre punti rispetto al 2025.
«Il problema non è soltanto scolastico»
Secondo Mongiardo, questi risultati non devono essere interpretati semplicemente come una bocciatura del lavoro delle scuole. La dirigente richiama invece la necessità di una più ampia alleanza educativa tra scuola, famiglie, istituzioni e società, sottolineando i rischi legati all’impoverimento della capacità di comprendere un testo e costruire un ragionamento articolato.
Da qui l’attenzione verso il LEL, Latino per l’Educazione Linguistica, previsto dalle nuove Indicazioni nazionali. La normativa consente infatti, in prima applicazione, di avviarne l’insegnamento nelle classi seconde e terze della scuola secondaria di primo grado nell’anno scolastico 2026/2027, utilizzando gli spazi di autonomia e ampliamento dell’offerta formativa.
Mongiardo propone persino un’evoluzione della sigla: LELL, Latino per l’Educazione Linguistica e Logica.
Latino come «palestra» per il ragionamento
L’idea è utilizzare l’analisi e la traduzione del latino per abituare gli studenti a individuare relazioni, verificare gli errori e procedere attraverso passaggi logici, competenze considerate utili anche nell’apprendimento della matematica.
Nella lettera vengono inoltre valorizzati due aspetti: la scrittura a mano, vista come strumento capace di favorire un pensiero più riflessivo, e l’errore come occasione di apprendimento.
L’appello rivolto al Ministero è però soprattutto operativo: servono un indirizzo nazionale chiaro, formazione, laboratori e docenti con competenze adeguate, affinché il progetto non rimanga soltanto sulla carta.
La sfida, sostiene la dirigente, non consiste quindi nel recuperare il passato, ma nel fornire ai ragazzi strumenti linguistici e logici che permettano loro di comprendere, ragionare e sviluppare un pensiero critico.
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Redazione

