Deepfake e IA, allarme del Garante Privacy: “Servono più poteri per fermare gli abusi digitali”
Il Garante Privacy chiede più poteri per contrastare i deepfake e rafforzare la tutela contro gli abusi dell’intelligenza artificiale e la manipolazione digitale dei contenuti.
Il Garante per la protezione dei dati personali rilancia l’allarme sui rischi legati alla diffusione dei deepfake e chiede un rafforzamento dei propri poteri di intervento per contrastare in modo più efficace la manipolazione digitale dei contenuti generati tramite intelligenza artificiale. La posizione dell’Autorità si inserisce in un contesto europeo e internazionale sempre più preoccupato per l’uso improprio delle tecnologie di IA nella creazione di immagini, video e audio falsificati ma estremamente realistici.
Secondo il Garante, il fenomeno dei deepfake rappresenta una minaccia crescente non solo per la privacy degli individui, ma anche per la dignità delle persone, la sicurezza informativa e la tutela dei soggetti più vulnerabili. In particolare, viene evidenziato il rischio di diffusione di contenuti non consensuali, manipolazioni dell’identità e potenziali impatti su reputazione personale e fiducia pubblica.
L’Autorità sottolinea inoltre la necessità di strumenti normativi più rapidi ed efficaci per intervenire sulla rimozione dei contenuti dannosi e per imporre obblighi più stringenti agli sviluppatori e ai fornitori di sistemi di intelligenza artificiale. Tra le richieste emerge anche l’esigenza di rafforzare la cooperazione tra autorità nazionali ed europee, in linea con le evoluzioni del quadro regolatorio dell’AI Act.
Il tema si inserisce in un dibattito più ampio che coinvolge istituzioni europee e garanti della privacy di diversi Paesi, impegnati nella definizione di standard comuni per garantire uno sviluppo dell’intelligenza artificiale sicuro, trasparente e rispettoso dei diritti fondamentali.
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Redazione 2