Delfin perde quota: il calo di EssilorLuxottica riporta la holding a 40 miliardi nel pieno del riassetto
Il calo di EssilorLuxottica riduce il valore di Delfin a circa 40 miliardi, mentre la holding della famiglia Del Vecchio resta al centro di un complesso riassetto azionario.
Il ridimensionamento dei mercati azionari riaccende i riflettori su Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, il cui valore sarebbe sceso a circa 40 miliardi di euro. Al centro della ricostruzione del Sole 24 Ore c’è soprattutto la frenata di EssilorLuxottica, asset principale della cassaforte lussemburghese, che secondo l’anticipazione disponibile avrebbe “bruciato” circa 35 miliardi di capitalizzazione in tre mesi, trascinando verso il basso anche la valutazione complessiva della holding.
Il passaggio assume particolare rilievo perché arriva in una fase delicata per gli equilibri interni del gruppo. Delfin, infatti, è controllata in parti uguali dagli otto eredi di Leonardo Del Vecchio e, oltre alla partecipazione di riferimento in EssilorLuxottica, detiene quote rilevanti in Covivio, Monte dei Paschi di Siena, Generali e UniCredit. Nelle scorse settimane il dossier societario è tornato al centro dell’attenzione per il tentativo di Leonardo Maria Del Vecchio di acquisire un ulteriore 25% dai fratelli Luca e Paola, operazione che lo porterebbe al 37,5% del capitale.
Il quadro evidenzia così una fase di transizione: dopo aver superato i 55 miliardi di asset nel 2025, Delfin si confronta oggi con una correzione di mercato che pesa sui valori ma non cancella il ruolo strategico della holding nel capitalismo italiano ed europeo. Il riassetto proprietario resta quindi intrecciato all’andamento di Borsa delle sue principali partecipazioni.
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Redazione 2

