“Educazione ai Media subito in cattedra: la scuola italiana chiamata a formare cittadini digitali consapevoli”
Marziale propone di rendere l’Educazione ai Media materia obbligatoria e quotidiana per sviluppare nei giovani senso critico, consapevolezza digitale e responsabilità nell’uso dei media.
L’11 aprile 2026 Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori e docente universitario, lancia un appello deciso: introdurre l’Educazione ai Media come materia curricolare stabile in tutte le scuole italiane, a partire dalla secondaria di primo grado fino al diploma. Secondo Marziale, le attuali iniziative risultano frammentarie e inefficaci, limitate a progetti occasionali privi di continuità didattica.
La proposta prevede un approccio strutturato e quotidiano, con lezioni affidate a docenti qualificati, laureati in Scienze della Comunicazione, in grado di affrontare in modo competente temi cruciali come l’informazione, l’uso consapevole dei social network, la tutela della privacy e la prevenzione del cyberbullismo. L’obiettivo è superare la logica degli interventi sporadici per costruire un percorso educativo sistematico.
Marziale evidenzia che solo una presenza stabile della disciplina nei curricula scolastici potrà sviluppare nei giovani un pensiero critico verso i contenuti digitali e i messaggi mediatici. In un contesto in cui i ragazzi vivono immersi nell’universo digitale, la scuola deve assumere un ruolo centrale nella formazione non solo delle competenze, ma anche delle coscienze.
L’educazione ai media viene quindi proposta come strumento fondamentale per formare cittadini responsabili, capaci di orientarsi in modo consapevole nella società dell’informazione.
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Redazione 2

