Femminicidio, la realtà non si cancella: Muri richiama tutti alla responsabilità
Maria Grazia Muri ribadisce che il femminicidio esiste, nasce da dinamiche di controllo e discriminazione e va combattuto ogni giorno con ascolto, prevenzione e responsabilità.
Maria Grazia Muri, responsabile del Centro Antiviolenza S.O.S. Astarte Donna e presidente APS Astarte, interviene con fermezza nel dibattito pubblico sul femminicidio, ribadendo la necessità di riconoscere la specificità di una violenza che continua a colpire le donne in quanto donne. La sua presa di posizione nasce in risposta alle dichiarazioni dell’europarlamentare Roberto Vannacci, secondo cui il femminicidio non esisterebbe e sarebbe assimilabile a un omicidio come tutti gli altri.
Muri sottolinea che il termine femminicidio non rappresenta uno slogan ideologico, ma descrive un fenomeno radicato in dinamiche di discriminazione, controllo, possesso e negazione della libertà femminile. Nei Centri Antiviolenza, afferma, si incontrano quotidianamente donne perseguitate da partner o ex partner, minacciate quando scelgono di separarsi, isolate, aggredite o private della possibilità di decidere per sé e per i propri figli.
Ridurre questi delitti a semplici omicidi significa ignorare il contesto culturale e relazionale che spesso li precede: violenze psicologiche, economiche, fisiche e sessuali che possono durare anni. Da qui l’appello a istituzioni, scuole e società civile affinché ascoltino le vittime, valorizzino il lavoro dei Centri Antiviolenza e contrastino ogni forma di minimizzazione. Le parole, conclude Muri, hanno un peso e devono servire a costruire consapevolezza.
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Redazione 2
