Filosofia nei licei, il caso Marx accende il dibattito: pensiero critico, scuola e memoria culturale al centro della polemica
La polemica sui programmi di filosofia nei licei riapre il confronto su Marx, pensiero critico e formazione degli studenti, con la rilettura di Paolino Mongiardo.

Il dibattito sui nuovi programmi di filosofia nei licei si accende attorno al cosiddetto “caso Marx” e alla presunta esclusione di alcuni grandi autori della tradizione moderna e contemporanea dalle nuove Indicazioni nazionali. La petizione promossa da accademici e studiosi denuncia il rischio di un impoverimento del pluralismo culturale e della formazione critica degli studenti, richiamando l’attenzione su figure come Marx, Spinoza, Leibniz e Fichte, considerate centrali nella storia del pensiero razionalista, materialista e critico.
La questione è arrivata anche in Parlamento, con un’interrogazione del senatore Peppe De Cristofaro, mentre dal Ministero è giunta la replica di Loredana Perla, coordinatrice del gruppo di lavoro ministeriale. Perla ha chiarito che le Indicazioni non costituiscono imposizioni, ma orientamenti per i docenti, sottolineando il carattere aperto e consultivo del percorso.
Nel confronto si inserisce la rilettura del filosofo calabrese Paolino Mongiardo, che nel saggio postumo Riflessioni filosofiche rivaluta Marx come filosofo dell’uomo concreto, oltre le ideologie novecentesche. Secondo Mongiardo, il pensiero marxista resta essenziale per comprendere individuo, libertà, lavoro e comunità, offrendo ancora oggi strumenti speculativi per interpretare la realtà contemporanea.
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Redazione 2

