“Fucilateli tutti”: la denuncia dell’Osservatorio delle Due Sicilie sulla Destra storica in Calabria
L’Osservatorio delle Due Sicilie ricostruisce in chiave critica la repressione del brigantaggio in Calabria, denunciando violenze, leggi speciali e cancellazione della memoria meridionale.

L’Associazione Osservatorio delle Due Sicilie interviene con una ricostruzione critica dell’operato della Destra storica in Calabria durante gli anni successivi all’Unità d’Italia, concentrandosi in particolare sulla repressione del brigantaggio e sulle conseguenze politiche, sociali e umane prodotte nelle ex province del Regno delle Due Sicilie. Secondo l’associazione, la narrazione ufficiale avrebbe descritto il Mezzogiorno come arretrato e bisognoso di “civilizzazione”, giustificando così l’adozione di misure straordinarie e repressive, tra cui la Legge Pica del 1863.
Il testo contesta la lettura del brigantaggio come fenomeno esclusivamente criminale, distinguendo tra delinquenza comune e rivolta politica contro un nuovo assetto sociale percepito come fonte di povertà, tassazione, perdita di lavoro e smantellamento dei servizi pubblici. Vengono richiamati interventi parlamentari, studi storici e testimonianze per sostenere che molti protagonisti di quelle rivolte furono oppositori politici e popolari, duramente colpiti dall’esercito.
Particolare attenzione è dedicata alla figura di Pietro Fumel, al proclama emanato a Cirò e all’eccidio di Fagnano Castello, indicati come simboli della violenza repressiva in Calabria. L’associazione denuncia inoltre deportazioni, carcerazioni e vittime civili, chiedendo una rilettura storica capace di restituire dignità e memoria al popolo meridionale.
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Redazione 2

