Gli Uffizi sotto ricatto digitale: 20 macchine compromesse e un riscatto da 300 mila euro
Nuovi dettagli sull’attacco hacker alle Gallerie degli Uffizi parlano di circa venti macchine compromesse e di una richiesta di riscatto da 300 mila euro. Colpito uno dei simboli culturali più forti d’Italia.

Quando un museo viene colpito da un attacco informatico, non si tratta soltanto di un danno tecnico. È un colpo a un’infrastruttura culturale che custodisce memoria, reputazione e continuità operativa. Il caso che coinvolge le Gallerie degli Uffizi lo dimostra con particolare forza: il bersaglio non è un’azienda tecnologica o una banca, ma uno dei simboli culturali più riconoscibili d’Italia. La digitalizzazione del patrimonio ha portato vantaggi enormi: archivi più gestibili, servizi più rapidi, sistemi amministrativi più efficienti. Ma ha anche aperto nuove vulnerabilità. Musei, biblioteche e grandi istituzioni culturali non sono più spazi solo fisici: sono reti, server, macchine, dati. E proprio per questo possono essere colpiti con logiche da cyber-estorsione. I nuovi elementi emersi indicano che una ventina di macchine delle Gallerie degli Uffizi sarebbe stata compromessa e che al direttore sarebbe arrivata una richiesta di riscatto da 300 mila euro. La finestra temporale dell’attacco viene collocata tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio, segno che la violazione potrebbe essersi sviluppata in modo non immediatamente visibile. Questo caso mostra che la cybersecurity non riguarda solo soggetti finanziari o infrastrutture critiche in senso classico. Anche la cultura è ormai un’infrastruttura vulnerabile. E quando viene colpita, il problema non è solo economico: riguarda continuità, immagine pubblica, sicurezza dei sistemi e capacità di proteggere beni che appartengono all’intero Paese. La notizia interessa i cittadini calabresi perché il patrimonio culturale del Sud vive spesso con risorse limitate e sistemi digitali non sempre robusti. Sapere che un gigante come gli Uffizi può finire nel mirino degli hacker significa capire quanto sia urgente proteggere anche musei, archivi e istituzioni culturali dei territori più esposti.
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Redazione 2
