Guatemala, la memoria si rimette in cammino: un piano nazionale per ritrovare 45.000 scomparsi
Il Guatemala lancia un piano umanitario per cercare 45.000 scomparsi della guerra civile, riaprendo un percorso di memoria, verità e dignità.
Il governo del Guatemala ha annunciato un nuovo programma congiunto tra autorità pubbliche e familiari delle vittime per avviare la ricerca delle circa 45.000 persone scomparse durante la guerra civile che ha segnato il Paese dal 1960 al 1996. Il conflitto, uno dei più lunghi e drammatici dell’America Latina, ha provocato circa 200.000 vittime e lasciato aperte ferite profonde nella società guatemalteca.
Il piano è stato presentato in vista del trentesimo anniversario degli accordi di pace, firmati il 29 dicembre 1996. Il presidente Bernardo Arévalo ha definito l’iniziativa come l’inizio di un percorso necessario per ritrovare le persone mancanti e contribuire a sanare una ferita storica ancora aperta. Il capo dello Stato ha tuttavia precisato che il meccanismo avrà natura umanitaria e non sostituirà l’azione della giustizia.
L’annuncio è stato accolto con cauta speranza dalle associazioni dei familiari. Pablo Estrada, rappresentante dei parenti delle vittime, ha parlato di una “piccola luce” per restituire identità e dignità agli scomparsi. Tra le richieste principali figura l’accesso alle basi militari, dove secondo denunce considerate fondate potrebbero trovarsi cimiteri clandestini. Finora sono stati recuperati circa 1.800 resti riconducibili alle vittime del terrorismo di Stato.
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Redazione 2