Guerra dei Media Digitali: Meta Dice No All'Australia e Rifiuta di Pagare gli Editori per le Notizie sui Social
Il colosso tecnologico Meta respinge fermamente le pressioni del governo australiano volte a imporre alle piattaforme social il pagamento dei contenuti giornalistici locali. Il gruppo minaccia di bloccare la condivisione delle notizie qualora venissero attuate sanzioni o arbitrati forzati.
Si riaccende violentemente lo scontro geopolitico ed economico tra le multinazionali Big Tech e i governi nazionali sulla regolamentazione dei contenuti editoriali online. Il colosso statunitense Meta ha formalizzato il proprio netto rifiuto nei confronti delle nuove iniziative restrittive del governo australiano, che mirano a costringere le piattaforme social a remunerare gli editori locali per la condivisione di notizie all'interno di Facebook e Instagram. I vertici del gruppo hanno fermamente ribadito la propria posizione di mercato, sostenendo che l'industria dell'informazione tradizionale trae già un enorme beneficio economico gratuito dal traffico e dalla visibilità generati dai rinvii e dai link condivisi spontaneamente dagli utenti.
Meta ha chiarito che non intende rinnovare i precedenti accordi commerciali scaduti, giudicando insostenibile l'introduzione di un meccanismo di arbitrato vincolante o di tasse forzate. Nel caso in cui il governo di Canberra decidesse di ricorrere a poteri sanzionatori o legislativi straordinari per imporre tali pagamenti, la multinazionale ha confermato di essere pronta a rimuovere completamente la sezione news e a bloccare la condivisione di qualsiasi link informativo in tutto il paese, replicando un modello di black-out editoriale già sperimentato in passato. Questa presa di posizione traccia una linea di faglia invalicabile nei rapporti tra Stati e giganti del web, con profonde ripercussioni sulla sostenibilità economica dell'editoria e sul libero accesso globale all'informazione democratica.
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Redazione 2