I giovani non cercano più le notizie: se le trovano addosso scorrendo TikTok, Instagram e YouTube
La dieta informativa degli under 25 cambia pelle e mette in crisi il giornalismo tradizionale. Le notizie non si cercano più soprattutto sui siti: arrivano nei feed, nei video brevi e attraverso creator percepiti come più vicini.
C’è un momento in cui una tendenza smette di essere un’abitudine giovanile e diventa un problema industriale, culturale e democratico. Quel momento, per l’informazione, sembra essere arrivato. I più giovani non stanno semplicemente cambiando piattaforma: stanno cambiando il modo stesso in cui incontrano le notizie. E questo sposta il baricentro del giornalismo lontano dalle redazioni e sempre più vicino ai feed. Per anni il sistema dell’informazione ha provato a portare il pubblico sui propri siti, sulle app e sulle homepage. Ora il movimento si è invertito: è la notizia che rincorre il pubblico dentro ambienti dominati da algoritmi, creator e linguaggi visivi. In questo scenario, il punto non è solo dove i ragazzi leggono, ma chi ritengono più credibile, più comprensibile e più affine al loro modo di stare online. L’analisi diffusa oggi sul rapporto tra giovani e informazione fotografa una trasformazione netta: tra i 18 e i 24 anni il 39% si informa sui social, contro il 21% del 2015, mentre i siti di news scendono al 24% dal 36% e la tv al 21% dal 28%. Le piattaforme visuali più usate per leggere notizie sono Instagram al 30%, YouTube al 23%, TikTok al 22% e X al 20%. Solo il 14% dichiara che il modo principale per accedere alle news è andare direttamente su un sito o un’app di informazione; il 40% arriva alle notizie tramite social e il 26% tramite motori di ricerca. Inoltre il 51% presta più attenzione ai creator che ai brand informativi tradizionali, fermi al 39%. Il dato più pesante non è soltanto tecnologico: è editoriale. Se il pubblico giovane si informa in modo più casuale, dentro flussi rapidi e intermediati dagli algoritmi, allora la competizione non sarà più solo sulla qualità della notizia, ma sul formato, sulla velocità, sulla fiducia e sulla capacità di spiegare senza perdere rigore. Anche l’uso dell’intelligenza artificiale entra in questa partita, perché una parte dei giovani la considera già utile per capire temi complessi o per sintetizzare contenuti. Per i cittadini calabresi questa notizia conta moltissimo perché riguarda famiglie, scuola, educazione civica, qualità del dibattito pubblico e capacità dei territori di parlare davvero alle nuove generazioni. Se i ragazzi si informano sempre meno nei luoghi tradizionali e sempre più nei feed, allora anche chi fa informazione locale deve capire che non basta pubblicare: bisogna saper arrivare dove i lettori giovani stanno già vivendo.
Written by
Redazione 2