Il pranzo della domenica in Calabria: il menù della nonna che sa di casa
Dall’antipasto al caffè, un viaggio tra sapori, profumi e gesti tramandati in famiglia

In Calabria la domenica non è soltanto un giorno del calendario. È un appuntamento con la famiglia, con la tavola apparecchiata con cura e con quelle ricette che sembrano avere il potere di riportare indietro nel tempo.
Il pranzo della domenica nasce spesso molto prima di sedersi a tavola: dal ragù messo sul fuoco lentamente, dal profumo delle melanzane, dalla pasta preparata con pazienza e da quelle polpette che, in molte case, finiscono per diventare protagoniste ben oltre il primo piatto.
Non esiste un unico menù capace di rappresentare tutta la Calabria. Ogni provincia, ogni paese e quasi ogni famiglia conserva le proprie varianti. Ma c'è un filo comune: la cucina della domenica è una cucina generosa, lenta e conviviale.
L'antipasto: il primo assaggio della festa
La tavola si apre con prodotti che raccontano immediatamente il territorio: salumi calabresi, formaggi, olive, conserve e verdure sott'olio.
Non serve esagerare con le portate. Il vero protagonista è l'insieme: sapori decisi, profumi mediterranei e preparazioni che spesso arrivano dalla dispensa di casa.
Tra i protagonisti possono trovare posto soppressata e capocollo, formaggi stagionati, olive schiacciate e melanzane sott'olio. Il pane, naturalmente, non può mancare.
Fileja al ragù: quando il primo diventa il cuore del pranzo
Il piatto che porta il pranzo verso il suo momento centrale è la fileja al ragù.
La pasta, con la sua forma attorcigliata e ruvida, raccoglie il sugo e ne trattiene il sapore. Il ragù richiede tempo e pazienza: è proprio la cottura lenta a trasformarlo in quel condimento profumato che caratterizza tante tavole festive calabresi.
E poi ci sono le polpette.
In molte famiglie vengono cotte direttamente nel sugo, diventando parte integrante del pranzo. Una parte può accompagnare la pasta, mentre le altre arrivano successivamente in tavola.
Il secondo: le polpette e la parmigiana
È qui che la domenica calabrese mostra tutta la sua generosità.
Le polpette al sugo non sono semplicemente un secondo piatto: sono uno dei simboli della cucina domestica, quella fatta senza fretta e spesso seguendo dosi tramandate più dalla memoria che da un ricettario.
Accanto alla carne può arrivare la parmigiana di melanzane, preparazione ricca e conviviale nella quale ogni famiglia custodisce la propria versione.
Patate 'mpacchiuse: il contorno che conquista tutti
Tra i contorni più riconoscibili della tradizione calabrese ci sono le patate 'mpacchiuse, particolarmente legate alla cucina cosentina.
Tagliate e cotte in padella fino a diventare morbide e leggermente croccanti, possono essere accompagnate da cipolla e, secondo le varianti familiari, da peperoni.
È uno di quei piatti apparentemente semplici che finiscono spesso per essere mangiati fino all'ultima forchettata.
Il dolce: una conclusione che profuma di tradizione
Per chiudere il pranzo si può scegliere un dolce della tradizione, come la pitta 'mpigliata, specialità legata soprattutto all'area cosentina e crotonese e caratterizzata da un impasto arricchito con frutta secca, spezie e aromi.
Poi arriva il momento più tranquillo: il caffè, qualche chiacchiera ancora a tavola e, per chi lo desidera, un bicchierino di amaro.
Perché anche il dopopranzo, in Calabria, fa parte del pranzo.
Un menù, tante Calabrie
Il vero valore di questo menù non sta nella sua rigidità. La cucina calabrese cambia sensibilmente da una costa all'altra e dalle aree montane alle città.
A Reggio Calabria, nella Locride, nel Catanzarese, nel Vibonese, nel Crotonese e nel Cosentino si incontrano prodotti, ricette e consuetudini differenti. Per questo parlare del "menù della nonna" significa soprattutto raccontare una tradizione familiare, non imporre una ricetta unica.
Ed è forse proprio questa la sua caratteristica più autentica: la domenica calabrese non si misura soltanto in portate, ma nel tempo dedicato a prepararle e alle persone con cui condividerle.
Written by
lorenza greco


