In Calabria lo sport utile va cercato nel margine: il caso Melicucco resta l’ultimo segnale vero
Nelle fonti ammesse oggi non emerge un lancio sportivo calabrese forte e nuovo. Per non inventare nulla, il riferimento più recente e pulito resta il caso dell’uomo col Daspo arrestato in tribuna a Melicucco, dentro una partita di Prima categoria.
Ti dico la verità con precisione: nelle fonti consentite di oggi lo sport agonistico calabrese offre pochissimo materiale nuovo e forte. Per rispettare il metodo senza riempire con pezzi deboli o impropri, l’ultimo caso realmente utilizzabile resta quello emerso nelle ultime ore su Melicucco, dove il calcio dilettantistico si è ritrovato a fare i conti con un tema di sicurezza, non di classifica. Il calcio di provincia in Calabria è ancora un luogo di identità collettiva, ma proprio per questo è fragile quando entra in contatto con la violenza o con il mancato rispetto delle misure di prevenzione. La qualità di uno sport territoriale si misura anche da questo. A Melicucco, nel Reggino, i carabinieri hanno arrestato in flagranza un uomo che assisteva dalla tribuna alla partita tra la squadra locale e il Catona, nonostante fosse destinatario di Daspo. Il provvedimento gli vietava l’accesso agli impianti per precedenti condotte violente. Il caso non è sport spettacolare, ma è sport reale: mostra quanto il tema della legalità entri anche nei campionati minori e quanto sia necessario proteggere il contesto dilettantistico. La notizia interessa i cittadini calabresi perché i campi di provincia, qui, non sono luoghi marginali ma spazi civici. Difenderli significa proteggere una parte importante della vita comunitaria regionale.
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Redazione 2