Intelligenza artificiale, il divario resta enorme: 7 programmatori su 10 sono uomini
Nel settore dell’intelligenza artificiale il 70% dei programmatori è uomo: il gap di genere nelle discipline STEM resta ancora elevato.
Il settore dell’intelligenza artificiale continua a crescere rapidamente a livello globale, ma il divario di genere nelle professioni STEM e nello sviluppo tecnologico resta ancora fortemente marcato. Secondo i dati riportati nell’analisi dedicata alla cosiddetta “Generazione STEM”, circa il 70% dei programmatori che lavorano nell’ambito dell’IA è composto da uomini, evidenziando una disparità significativa nella partecipazione femminile ai processi di innovazione digitale.
Il fenomeno coinvolge non solo il mondo del lavoro, ma anche il percorso formativo che porta alle professioni scientifiche e tecnologiche. Nonostante l’aumento dell’interesse delle nuove generazioni verso le discipline STEM — scienza, tecnologia, ingegneria e matematica — le donne continuano a essere sottorappresentate nei corsi universitari tecnici e nei ruoli ad alta specializzazione legati all’intelligenza artificiale e alla programmazione.
Esperti e osservatori sottolineano come il rischio non sia soltanto sociale, ma anche strategico: sistemi di IA sviluppati da gruppi poco diversificati potrebbero infatti amplificare bias culturali e discriminazioni già esistenti. Per questo motivo, istituzioni, aziende e mondo accademico stanno intensificando iniziative dedicate alla formazione inclusiva, all’orientamento scolastico e alla valorizzazione delle competenze femminili nel digitale.
L’obiettivo è costruire un ecosistema tecnologico più equilibrato, innovativo e rappresentativo della società contemporanea, capace di garantire pari opportunità e maggiore pluralità nello sviluppo delle tecnologie del futuro.
Written by
Redazione 2


