Italia, spariscono i negozi e cambia la faccia delle città: in tredici anni chiuse 156mila attività
L’allarme sul commercio è pesantissimo: tra il 2012 e il 2025 sono scomparsi 156mila negozi. Intanto crescono ristorazione e affitti brevi.
Le città cambiano un negozio alla volta. E quando i numeri diventano così grandi, la trasformazione smette di essere una percezione e diventa una frattura visibile nel tessuto urbano. Commercio di vicinato, servizi di quartiere e botteghe tradizionali hanno sempre rappresentato una parte essenziale della vita sociale italiana. Ma l’urto combinato di e-commerce, nuove abitudini e costi crescenti sta riscrivendo la mappa dei centri urbani. L’allarme diffuso oggi segnala che tra il 2012 e il 2025 sono scomparsi 156mila negozi. Nello stesso periodo crescono invece la ristorazione e gli affitti brevi, segni di una trasformazione economica che cambia funzioni e identità delle città italiane. La questione non è solo commerciale. Meno negozi significa meno presidio sociale, meno servizi di prossimità e quartieri più fragili. La desertificazione delle vetrine si traduce spesso anche in desertificazione del vivere urbano. Per la Calabria questo tema è fortissimo: molti centri storici e piccoli comuni conoscono già il peso delle saracinesche abbassate. È una notizia che i lettori sentono vicina perché riguarda le strade che attraversano ogni giorno.
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Redazione 2


