Kirchner, la Corte Suprema chiude la porta: verso la maxi-confisca da oltre 400 milioni
La Corte Suprema argentina respinge il ricorso di Cristina Kirchner e apre la strada alla maxi-confisca da oltre 400 milioni di euro.
La Corte Suprema argentina ha respinto il ricorso presentato dall’ex presidente Cristina Kirchner e da altri otto imputati contro il maxi-risarcimento da oltre 400 milioni di euro disposto nell’ambito della condanna per corruzione legata al caso Vialidad. La decisione del massimo tribunale apre ora la strada alla possibile confisca di beni e proprietà riconducibili ai condannati, in particolare all’imprenditore Lázaro Báez, indicato dagli inquirenti come prestanome di Kirchner e degli altri imputati.
Al centro del ricorso vi era la contestazione del metodo di calcolo utilizzato dai giudici per quantificare il danno erariale. La cifra iniziale, stimata in circa 85 miliardi di pesos, pari a circa 50 milioni di euro, è stata rivalutata fino a 685 miliardi di pesos tenendo conto dell’inflazione registrata tra il 2016 e il 2025.
Secondo le perizie del tribunale, Kirchner dispone di 25 immobili, partecipazioni in tre società e somme già sottoposte a confisca precauzionale. L’ex presidente, attualmente agli arresti domiciliari, è stata condannata a sei anni di carcere per amministrazione fraudolenta ai danni dello Stato, in relazione all’assegnazione irregolare di appalti stradali in Patagonia.
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Redazione 2