La famiglia Agnelli esce dall’editoria: Gedi cambia padrone e per Repubblica si apre il passaggio più delicato
Dopo oltre un secolo, la dinastia Agnelli lascia il cuore del grande giornalismo italiano. Il gruppo Gedi passa ai greci di Antenna, mentre La Stampa prenderà un’altra strada: non è solo una cessione, è una scossa al sistema dei media italiani.
Ci sono operazioni economiche che riguardano bilanci, quote e governance. E poi ce ne sono altre che toccano anche l’immaginario di un Paese. La cessione del gruppo Gedi rientra chiaramente nella seconda categoria. Con l’accordo perfezionato oggi, la famiglia Agnelli esce dall’editoria dopo oltre cento anni, chiudendo un’epoca che aveva intrecciato industria, informazione e potere culturale in modo profondissimo. Il peso di questa operazione supera la dimensione finanziaria perché Gedi non è un gruppo qualsiasi. Dentro il suo perimetro ci sono testate e brand che hanno segnato il dibattito pubblico italiano, la radio commerciale, i contenuti digitali e l’analisi geopolitica. Quando cambia proprietà un polo del genere, non cambia solo una struttura societaria: cambia l’assetto di uno dei principali centri di produzione dell’informazione nazionale. L’accordo perfezionato oggi prevede la cessione del 100% di Gedi da Exor al gruppo greco Antenna. Nel perimetro dell’operazione rientrano la Repubblica, Radio Deejay, Radio Capital, m2o, HuffPost Italia, Limes e National Geographic Italia. È stato inoltre comunicato che Mirja Cartia d’Asero assumerà il ruolo di amministratrice delegata al posto di Gabriele Comuzzo, che si è dimesso. L’operazione non comprende La Stampa, destinata al gruppo Sae, né Stardust, che resta fuori dal perimetro. John Elkann ha parlato di una scelta pensata per garantire sviluppo e libertà alle testate coinvolte, mentre il comitato di redazione di Repubblica ha reagito con toni durissimi. Da oggi il tema non è più se Gedi cambierà, ma come cambierà. Antenna punta a costruire sinergie tra editoria, radio, digitale e audiovisivo, con l’ambizione dichiarata di rafforzare la presenza nel Mediterraneo. Il vero banco di prova sarà però la tenuta editoriale: identità delle testate, autonomia delle redazioni e sostenibilità economica in un mercato dell’informazione che resta durissimo. Per i cittadini calabresi questa notizia interessa perché il sistema dei media incide anche sul modo in cui i territori periferici vengono raccontati, ascoltati o ignorati. Quando uno dei grandi poli dell’informazione italiana cambia proprietà, cambia anche il contesto dentro cui si formeranno agenda pubblica, linguaggi e priorità. E questo riguarda da vicino anche chi vive lontano dai grandi centri editoriali.
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Redazione 2
