Lavoro nero nel Vibonese, scoperti 30 lavoratori senza contratto: sospese sei attività
La Guardia di Finanza ha eseguito 16 controlli e identificato 98 dipendenti. In uno stabilimento balneare contestate sanzioni comprese tra 20mila e 117mila euro
VIBO VALENTIA – Trenta lavoratori completamente in nero e altri 13 impiegati in condizioni irregolari sono stati individuati dalla Guardia di Finanza di Vibo Valentia durante i controlli effettuati tra il 1° gennaio e il 31 luglio 2026. Le verifiche hanno interessato 16 attività commerciali operanti in diversi settori economici del territorio provinciale.
Nel corso degli interventi ispettivi, le Fiamme Gialle hanno identificato complessivamente 98 lavoratori. I successivi accertamenti hanno permesso di scoprire che 30 persone erano impiegate senza la preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro e, di conseguenza, prive delle tutele previste dalla normativa.
In altri 13 casi sono emerse differenti irregolarità. Tra le situazioni riscontrate figurano contratti formalmente a tempo parziale che, secondo gli accertamenti, nascondevano prestazioni lavorative a tempo pieno e con retribuzioni inferiori a quelle dovute. Individuati anche periodi di prova svolti completamente in nero.
Controlli nel settore turistico
Con l’avvio della stagione estiva, una particolare attenzione è stata riservata alle imprese del comparto turistico. Durante un controllo eseguito in uno stabilimento balneare sono state contestate sanzioni pecuniarie comprese tra un minimo di 20mila e un massimo di 117mila euro.
Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato violazioni dell’obbligo di trasparenza nel pagamento degli stipendi. La normativa prevede infatti che le retribuzioni vengano corrisposte attraverso strumenti tracciabili, evitando compensi totalmente o parzialmente versati in contanti e fuori busta.
Sei sospensioni e una chiusura definitiva
Alla luce delle irregolarità rilevate, l’Ispettorato del Lavoro ha disposto la sospensione immediata dell’attività commerciale nei confronti di sei aziende. In un ulteriore caso, ritenuto di maggiore gravità, l’Amministrazione provinciale di Vibo Valentia ha ordinato la cessazione definitiva dell’attività esercitata.
La Guardia di Finanza sottolinea che il lavoro sommerso non riguarda soltanto l’evasione fiscale e contributiva, ma incide direttamente sulla dignità e sulla sicurezza dei lavoratori. Il fenomeno danneggia anche le aziende che rispettano le regole, alterando la concorrenza attraverso una riduzione illecita dei costi organizzativi, fiscali e occupazionali.
I controlli proseguiranno nell’intera provincia per tutelare i lavoratori, le imprese regolari e gli interessi economici dello Stato.
Written by
Redazione


