Lavoro, quiz e minicrociera finale: la Calabria prova a portare l’orientamento nel linguaggio dei ragazzi
Nasce un progetto che unisce centri per l’impiego, scuole e gamification. L’obiettivo è far incontrare competenze digitali e orientamento professionale.

Se vuoi parlare davvero ai ragazzi, oggi non basta spiegare: devi coinvolgere. Ed è da questa idea che prende forma un progetto che prova a trasformare l’orientamento al lavoro in un’esperienza partecipata, competitiva e digitale. Non un semplice ciclo di incontri, ma un format costruito sul linguaggio delle nuove generazioni. Il divario tra scuola e mondo del lavoro resta uno dei problemi più sentiti anche in Calabria. Molti giovani conoscono poco le opportunità reali, i percorsi professionali e gli strumenti che potrebbero aiutarli a entrare nel mercato del lavoro. In questo quadro, la tecnologia viene chiamata non come decorazione, ma come leva didattica e comunicativa. Il progetto “Mirai job game” nasce per unire orientamento e competenze digitali, coinvolgendo centri per l’impiego, istituzioni, scuole, imprese, enti di formazione e Terzo settore. È rivolto agli studenti delle classi quarte e quinte degli istituti superiori calabresi e utilizza metodologie basate sulla gamification. Tra le attività previste c’è una competizione educativa con quiz e sfide sui temi del lavoro, delle competenze e della sicurezza. Le semifinali si terranno a Vibo Valentia, Crotone, Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria, mentre la finalissima è prevista a bordo di una minicrociera verso la Spagna. L’aspetto più interessante è il tentativo di cambiare tono e linguaggio dell’orientamento, spesso percepito come distante o burocratico. Se il format funzionerà, potrà diventare un modello replicabile per parlare di lavoro ai giovani senza paternalismo e con strumenti più vicini alle loro abitudini. Per i cittadini calabresi questa notizia conta perché tocca un tema cruciale: il passaggio dalla scuola al lavoro. E in una regione che chiede ai giovani di restare, investire su orientamento intelligente e competenze digitali non è un dettaglio: è una scelta di futuro.
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Redazione 2
