L’IA accende il futuro, ma consuma il pianeta: la sfida energetica di Google
L’intelligenza artificiale aumenta il fabbisogno di energia e acqua: Google investe nelle fonti pulite, ma l’impatto ambientale continua a crescere.
L’espansione dell’intelligenza artificiale sta trasformando energia e acqua in risorse decisive per il futuro dell’innovazione digitale. Il rapporto ambientale 2026 di Google fotografa una crescita senza precedenti della domanda elettrica legata ai data center e ai nuovi sistemi di IA: nel 2025 il consumo di elettricità dell’azienda è aumentato del 37% rispetto all’anno precedente. Nonostante questa accelerazione, Google dichiara di aver ridotto del 2% le emissioni operative, grazie a interventi sull’efficienza dell’hardware e del software e a un forte aumento degli acquisti di energia pulita.
Nel corso dell’anno il gruppo ha sottoscritto accordi per oltre 12 gigawatt di nuova capacità energetica a basse emissioni, il più alto volume annuale mai registrato dall’azienda. Le misure adottate avrebbero inoltre evitato più di 58 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente. Parallelamente, però, le emissioni della catena di fornitura sono cresciute del 25%, evidenziando quanto la costruzione dell’infrastruttura necessaria all’IA continui a pesare sul bilancio climatico.
Resta centrale anche il tema dell’acqua, utilizzata soprattutto per il raffreddamento dei data center. Nel 2025 i progetti di gestione idrica di Google hanno reintegrato circa 7,7 miliardi di galloni, pari al 78% del consumo complessivo di acqua dolce. Il quadro mostra quindi una doppia sfida: sostenere la crescita dell’IA senza trasferirne i costi ambientali sulle reti energetiche, sulle comunità locali e sulle risorse idriche.
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Redazione 2

