Lima diventa azzurra: due ori e un bronzo, la scherma italiana torna a dettare il ritmo del mondo
Il Grand Prix di fioretto in Perù si chiude con una raffica di medaglie italiane. Alice Volpi e Guillaume Bianchi conquistano l’oro, Martina Favaretto sale sul podio: è una doppietta che rilancia la scherma azzurra come riferimento internazionale.

Ci sono giornate in cui una nazionale non si limita a vincere: occupa la scena e detta il tono. È quello che ha fatto oggi l’Italia della scherma a Lima, trasformando il Grand Prix di fioretto in una vetrina di dominio tecnico, freddezza mentale e profondità di squadra. Non un exploit isolato, ma un messaggio chiaro al circuito internazionale: il gruppo azzurro continua a essere uno dei laboratori più forti del pianeta. La scherma italiana vive da sempre di tradizione, ma oggi a fare la differenza non è solo l’eredità storica. Conta la continuità con cui il movimento riesce a restare competitivo tra uomini e donne, in gare dove il margine tra gloria e uscita anticipata è sottilissimo. Proprio per questo il risultato di Lima pesa più di quanto suggerisca la semplice somma delle medaglie: è un indicatore di salute tecnica e di solidità mentale in una tappa di altissimo livello del circuito di Coppa del Mondo. Nel Grand Prix di fioretto a Lima, l’Italia ha centrato una doppietta d’oro: Alice Volpi ha vinto la prova femminile, mentre Guillaume Bianchi si è imposto in quella maschile. A completare il bottino azzurro è arrivato anche il bronzo di Martina Favaretto. Volpi ha battuto in finale l’americana Lauren Scruggs per 15-11, dopo avere superato in semifinale Katerina Lung e nei quarti l’ucraina Olga Sopit. Bianchi, invece, ha completato un percorso netto battendo in finale il russo Kirill Borodachev per 15-12, dopo aver eliminato anche Anton Borodachev, Shing Ho e Alexander Choupenitch. Per lui è il secondo oro dopo Torino e il quarto podio stagionale. La portata del risultato è evidente: l’Italia non esce da Lima con una vittoria episodica, ma con la conferma di essere stabilmente ai vertici del fioretto mondiale. Due ori e un bronzo nello stesso appuntamento raccontano un gruppo capace di reggere pressione, alternare protagonisti e restare competitivo su entrambi i tabelloni. È proprio questa densità a fare paura alla concorrenza. Per i cittadini calabresi questa notizia interessa perché i grandi risultati degli sport olimpici allargano l’orizzonte oltre il calcio e offrono modelli concreti di disciplina, preparazione e merito. In una regione dove tanti giovani praticano sport con risorse limitate, vedere l’Italia dominare una disciplina tecnica come la scherma significa ricordare che l’eccellenza si costruisce con sistema, pazienza e continuità.
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Redazione 2
