Malta, negata la cauzione al 15enne italiano: resterà nel carcere minorile
Il giovane è detenuto dal 25 maggio per un falso allarme bomba nella scuola. La magistratura maltese indaga anche sul presunto collegamento con il pericoloso network online “764”

LA VALLETTA (MALTA), 19 AGOSTO 2026 – Resterà in carcere il quindicenne italiano detenuto a Malta dallo scorso 25 maggio. La giudice della Corte minorile del Tribunale della Valletta ha respinto la richiesta di libertà su cauzione presentata dalla difesa. Il ragazzo, accusato di aver provocato un falso allarme bomba nella propria scuola, continuerà quindi a essere trattenuto nell’istituto minorile Coors mentre prosegue il procedimento giudiziario.
L’udienza a porte chiuse
Il giovane ha partecipato all’udienza accompagnato dai genitori e assistito dall’avvocato Arthur Azzopardi. Per l’accusa era presente l’ispettore Xuereb, titolare delle indagini. In aula anche l’ambasciatrice italiana a Malta, Valentina Setta.
La giudice aveva disposto l’esclusione dei giornalisti. Tra gli elementi valutati dagli investigatori figura il sospetto coinvolgimento del minorenne nel network online denominato “764”. Per questo motivo il ragazzo sarebbe mantenuto separato dagli altri detenuti, con l’obiettivo dichiarato di evitare eventuali attività di reclutamento.
Le accuse relative al gruppo “764”
Secondo Europol, “764” è un network decentralizzato considerato una grave minaccia. Il gruppo agirebbe attraverso piattaforme di gioco e forum online, prendendo di mira adolescenti e persone fragili. Le vittime verrebbero indotte a fornire materiale intimo, successivamente utilizzato per ricatti e pressioni, anche finalizzate a provocare gesti di autolesionismo.
La famiglia sostiene tuttavia che il ragazzo possa essere stato, a sua volta, vittima di adescamento e condizionamento. I genitori chiedono pertanto un percorso di recupero e reinserimento adeguato alla sua età.
La denuncia sulle condizioni di detenzione
Il padre, Antonio Santoiemma, aveva denunciato pubblicamente le condizioni del figlio, giudicandole sproporzionate. Secondo il suo racconto, il giovane sarebbe stato inizialmente trasferito per quattro giorni in una sezione del carcere per adulti di Corradino, dove si sarebbe autolesionato a causa dello stress.
Il caso è seguito dall’Ambasciata italiana alla Valletta e dalla Farnesina, che mantengono i contatti con la famiglia e le autorità maltesi. Dopo il rigetto della cauzione, il quindicenne resterà detenuto in attesa dei prossimi sviluppi giudiziari.
Written by
Redazione


