Medicina di famiglia, l’Europa si schiera: “Rafforzare il modello italiano, non snaturarlo”
I medici di famiglia europei sostengono i colleghi italiani e invitano a rafforzare la medicina generale senza modificarne i principi fondamentali.
L’Unione Europea dei Medici di Medicina Generale e di Famiglia, Uemo, interviene nel dibattito sulla riforma della medicina generale in Italia esprimendo sostegno ai colleghi italiani e preoccupazione per eventuali trasformazioni che possano alterare la natura del modello attuale. L’organizzazione, fondata nel 1967 e rappresentativa dei medici di famiglia di circa venticinque Paesi europei, richiama l’attenzione sulle sfide reali della sanità territoriale: carenza di medici, invecchiamento della popolazione, aumento delle cronicità e necessità di una maggiore integrazione multiprofessionale.
Secondo Uemo, queste criticità devono essere affrontate rafforzando la medicina generale e dotandola di strumenti organizzativi, tecnologici e professionali adeguati, senza compromettere principi ritenuti essenziali in tutta Europa: continuità delle cure, rapporto fiduciario tra medico e paziente, autonomia professionale e prossimità della medicina di comunità.
La Fimmg, attraverso il segretario generale Silvestro Scotti, interpreta l’appello europeo come conferma del valore del modello convenzionale italiano, considerato non una posizione da difendere per interesse corporativo, ma un patrimonio riconosciuto anche fuori dai confini nazionali. L’appello sarà portato all’Assemblea Nazionale del 13 giugno come base per un confronto aperto, responsabile e costruttivo con le autorità italiane.
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Redazione 2

