Minori e giustizia, Marziale lancia l’allarme: “Più educazione, non più repressione”
Marziale critica l’abbassamento della punibilità minorile e chiede di contrastare la devianza con educazione, prevenzione e tutela, evitando di assimilare prematuramente gli adolescenti agli adulti.
Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori ed ex Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Calabria, esprime forte preoccupazione per il provvedimento governativo volto ad abbassare la soglia della punibilità dei minori, definendolo una scelta pericolosa sul piano culturale prima ancora che giuridico.
Secondo il sociologo, privilegiare una risposta repressiva alla devianza minorile rischia di accentuare il processo di “adultizzazione” dei ragazzi, attribuendo loro responsabilità proprie degli adulti in ambito penale, pur riconoscendone la fragilità negli altri contesti della crescita. Marziale evidenzia inoltre una contraddizione nel quadro normativo italiano, richiamando le disposizioni sull’età del consenso sessuale, che contribuirebbero ad anticipare il riconoscimento di capacità e responsabilità adulte.
Le conoscenze scientifiche sullo sviluppo evolutivo, sottolinea, mostrano invece che l’adolescenza è una fase caratterizzata da una maturazione cognitiva, emotiva e relazionale ancora incompleta. Per questo, la risposta delle istituzioni dovrebbe concentrarsi sul rafforzamento delle politiche educative, degli interventi di prevenzione e degli strumenti di tutela, anziché sull’anticipazione delle sanzioni penali.
Marziale rivolge infine un appello alla Conferenza nazionale dei Garanti dell’infanzia e dell’adolescenza, chiedendo una posizione chiara e unitaria contro l’abbassamento della soglia di punibilità e a favore di un sistema capace di proteggere, educare e recuperare i minori.
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Redazione 2

