Minori online, l’allarme sui social: più della metà delle protezioni non funziona davvero
Uno studio critica le protezioni per minori sui social: oltre metà degli strumenti analizzati risulterebbe inefficace.
Una nuova ricerca mette in discussione l’efficacia delle misure di sicurezza adottate dai principali social network per proteggere bambini e adolescenti online. Lo studio, condotto da ricercatori della New York University e della Northeastern University e pubblicato da Heat Initiative e Cybersafety Research Center, ha analizzato 86 strumenti di protezione presenti su Instagram, Snapchat, TikTok e YouTube, rilevando per ogni piattaforma un tasso di inefficacia pari o superiore al 50%.
L’indagine si è basata sulla creazione di account fittizi, utilizzati per simulare tre scenari: l’uso ordinario dei social da parte di un minore, il tentativo di un adolescente di aggirare i blocchi e l’azione di un adulto malintenzionato interessato a superare le barriere di sicurezza. Sono stati considerati fallimentari gli strumenti difficili da trovare nei menu privacy, non coerenti con quanto dichiarato agli utenti o del tutto assenti.
Tra i casi evidenziati, su Snapchat account adulti sarebbero riusciti a cercare e contattare profili di minori senza restrizioni, mentre su TikTok gli algoritmi avrebbero suggerito ricerche legate all’anoressia ad account adolescenti. Le piattaforme coinvolte hanno contestato i risultati, con Meta che rivendica progressi nella riduzione dei contatti indesiderati e dell’esposizione a contenuti sensibili.
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Redazione 2
