Montagna, Uncem Lazio alza la voce: “No a classifiche ingiuste, servono risorse, regole chiare ed equità”
Uncem Lazio chiede una revisione equa della riclassificazione dei Comuni montani, con criteri chiari, risorse dedicate e pieno coinvolgimento dei territori.
In vista dell’Assemblea nazionale promossa da Uncem, in programma l’8 luglio 2026 a Bologna presso l’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna, Uncem Lazio rilancia la richiesta di una revisione chiara e condivisa della normativa sulla riclassificazione dei Comuni montani prevista dalla Legge 131/2025. L’iniziativa riunirà sindaci e amministratori da tutta Italia per contestare criteri ritenuti penalizzanti, che hanno escluso molti enti storicamente montani dal nuovo elenco nazionale, con il rischio di ridurre servizi, strumenti e finanziamenti destinati ai territori più fragili.
Secondo Uncem Lazio, l’attuale impostazione favorisce le aree alpine rispetto a quelle appenniniche, basandosi prevalentemente su altezza e pendenza e trascurando fattori decisivi come diseconomie strutturali, abbandono, spopolamento, dissesto idrogeologico e carenza di servizi. Il presidente Achille Bellucci chiede di superare contrapposizioni territoriali sterili e di riconoscere i bisogni reali dei piccoli Comuni e delle aree interne.
Le richieste principali riguardano criteri univoci, trasparenti e stabili, una dotazione finanziaria dedicata e pluriennale, un monitoraggio annuale con aggiornamento triennale delle liste e il pieno coinvolgimento di UNCEM nella Conferenza Unificata. Uncem Lazio annuncia inoltre un dossier tecnico sui Comuni laziali, consultazioni con Regione Lazio, Prefetture e ANCI, e supporto progettuale su servizi di prossimità, digitale, mobilità, gestione forestale e comunità energetiche.
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Redazione 2